Dopo la frana, a Silvi Paese i residenti sono esasperati e pronti presentare le loro richieste. Martedì consiglio comunale straordinario
L’evento franoso ha causato il crollo di quattro edifici e aggravato una situazione preesistente, complicando anche il fronte della viabilità e del collegamento con Silvi Marina.
Solo l’evacuazione tempestiva dei residenti ha permesso di evitare vittime, anche se diverse famiglie sono ancora sfollate dalle loro abitazioni. Il fronte franoso si era già attivato a gennaio, per poi esplodere il 28 marzo con la frana in contrada Santa Lucia.
La strada provinciale 29/b, interessata da profondi cedimenti e fratture, è localizzata nell’area di alimentazione della frana. Silvi Alta è a rischio isolamento, dopo che un’altra frana in Contrada Valle Scura ha interrotto i collegamenti principali.
Di questo rischio si parlerà in particolare nella seduta straordinaria del consiglio comunale di Silvi, prevista per martedì 28 aprile. Secondo alcuni residenti, la mancanza adeguata di controllo e l’organizzazione mettono a rischio l’estate. La viabilità è in grande sofferenza. I cittadini chiedono bus navetta specifici per i residenti e navette riservate ai visitatori, in modo che possano continuare a visitare il paese.
La vulnerabilità geomorfologica del rilievo collinare su cui sorge Silvi Paese era nota da tempo, esistono varie relazioni geologiche realizzate nel corso degli anni.
Silvi Paese è a circa 230 metri sul livello del mare, a 1 km in linea d’aria dalla costa. Fa parte di un sistema di rilievi collinari che comprende Colle Pigno (250 m), Colle Finestre (283 m), Colle Terremoto (262 m) e Pianacce (230 m). Si tratta quindi di un centro abitato in cima ad un rilievo molto ripido.
«Dal punto di vista geomorfologico, – si legge su geopop.it – il territorio è caratterizzato da dorsali sub-pianeggianti allungate in direzione ovest-est, separate da vallate fortemente incise, con uno sviluppo verticale che dal livello del mare raggiunge i 286 m a Colle La Montagnola. Silvi Paese sorge proprio su una di queste dorsali sommitali.
Il punto è che, come riportato nella relazione geologica del 2019, nelle zone collinari sono presenti depositi di frana appartenenti a corpi di frana di scorrimento rotazionale. Proprio queste zone in frana — con stato di attività attivo, quiescente o non attivo — rientrano tra le zone suscettibili di instabilità di versante sotto sollecitazione sismica».
