Frana Molise: oggi il sopralluogo del ministro Salvini

Frana Molise: oggi il sopralluogo di Salvini, ieri riunione con la premier Giorgia Meloni. Ottimismo per la A14 e la ferrovia potrebbe riaprire venerdì

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni segue costantemente la difficile situazione creata dalla frana in Molise che ha interrotto l’Autostrada A14, la Statale 16 e la linea ferroviaria adriatica. Lo riferiscono fonti di Palazzo Chigi spiegando che la premier – che ieri sera ha contattato telefonicamente il presidente della Giunta Regionale del Molise, Francesco Roberti – oggi ha tenuto una riunione in videoconferenza a cui hanno partecipato i ministri delle
Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, e della Difesa, Guido Crosetto, il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, e il sottosegretario alla Presidenza
del Consiglio, Alfredo Mantovano.

Sono in corso le verifiche tecniche sulla frana a Petacciato, in Molise, necessarie per acquisire le informazioni e valutare gli interventi volti al ripristino della viabilità.

Il governo affronterà già nella seduta di oggi del Consiglio dei ministri l’emergenza connessa alla frana che ha interessato il Molise, mediante l’adozione di un provvedimento recante un primo iniziale stanziamento di risorse finalizzato al ripristino della rete ferroviaria, dell’Autostrada A14 e della Strada Statale 16. Lo riferiscono fonti di Palazzo Chigi spiegando che “la decisione è stata assunta nel corso di una seconda riunione, successiva a quella tenutasi in mattinata”, alla quale hanno partecipato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini, il capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano, il sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano, il comandante generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera Sergio Liardo, e i vertici di Ferrovie dello Stato, Rfi, Anas e Autostrade per l’Italia.

Al ministero delle infrastrutture ieri si è svolto un tavolo operativo convocato dal ministro Matteo Salvini sulle problematiche causate dal maltempo sul versante adriatico, in particolare in
Molise, Abruzzo e Puglia. Dall’incontro, a cui hanno preso parte tra gli altri il presidente della Regione Molise Francesco Roberti, gli Ad di FS, Anas, Rfi e Autostrade per l’Italia, è emerso “ottimismo circa la riapertura al traffico” già nei prossimi giorni dell’autostrada A14, in entrambe le direzioni, tra Vasto Sud e Poggio Imperiale e, appena il monitoraggio della frana lo consentirà, anche della SS16 dal km 531+800 al km 535+800 e della SS709 dal km 0 al km 6.

Il ministro ha inoltre dato il via libera all’avvio dei lavori di FS sulla linea ferroviaria adriatica. L’intervento è iniziato ieri alle 19 e consentirà la riattivazione della circolazione dei treni già venerdì. Infine Salvini ha poi preso visione della totalità degli interventi che serviranno per ristabilire la normale viabilità lungo tutto il versante e oggi effettuerà un sopralluogo.

Il capo della Protezione Civile nazionale Fabio Ciciliano, al termine del sopralluogo a Petacciato, ha detto che al momento “la frana è ferma”. I disagi tuttavia proseguiranno anche nei prossimi giorni, tra treni bloccati dalla chiusura di alcuni tratti della linea ferroviaria che percorre Abruzzo, Molise e Puglia, e lo stop sull’A14 che costringe automobilisti e autotrasportatori a deviazioni di decine di chilometri. Senza contare il crollo del ponte sul fiume Trigno, dove tra l’altro si cerca ancora l’automobilista disperso.

«L’Anas sta lavorando, in 5-7 mesi si sta cercando di rifarlo in maniera ordinaria» ha detto Ciciliano a proposito del ponte sul Trigno.

A Petacciato oggi è arrivato anche il presidente dell’Istituto nazionale di oceanografia e di
geofisica sperimentale (Ogs), Nicola Casagli, illustrando la tipologia di movimento franoso in atto. Presenti anche ll sindaco del paese Antonio Di Pardo e il prefetto di Campobasso Michela Lattarulo.

«Frane di queste proporzioni come quella di Petacciato, di Niscemi che è un po’ più grande o
come quella di Ancona, non si fermano. Ci si convive. Questa del Molise è molto simile a quella di Ancona come dimensioni, come geometria. È una delle tante frane del sistema Adriatico. Si parte dal confine con la Puglia e si arriva alla Romagna. C’è anche la frana di Vasto. Però è una delle più cattive e tra quelle più rilevanti d’Europa – aggiunge Casagli -. Se la gioca con Niscemi che è 4,5 km larghezza e 1,7 km di lunghezza, mentre questa è un ovale 2 km per 2km ed è più profonda.

La frana di Ancona, invece, è un po’ più grande di Petacciato, però, è ferma da tempo. Lì è stata fatta una bella strategia di convivenza del rischio: c’è un paese, infrastrutture, c’è una città che ha convissuto dal 1980 fino ad adesso in assoluta sicurezza con una frana, la più grande avvenuta in Italia dopo il Vajont».

Il dissesto petacciatese si è mosso:

«Si è mossa in orizzontale di 1 metro e mezzo dove ci sono ferrovia e autostrada, e in verticale con uno scatto in avanti enorme di quasi 2 metri. È una frana con più falde, è complessa. È un pochino più profonda di come si pensava. Si può ridurre il rischio, ci si può convivere ma non risolvere – conclude -. Anche avere strumentazione all’avanguardia e piani di protezione civile continuamente aggiornati, con il coinvolgimento dei cittadini, è importante».