Fondi piccoli Comuni: reazioni e commenti alla sentenza del Consiglio di Stato che ha riabilitato una graduatoria bocciata dal TAR

“La sentenza del Consiglio di Stato che ha ribaltato quella del TAR relativamente alla graduatoria del bando dell’ottobre scorso per assegnare risorse ai piccoli Comuni abruzzesi conferma le perplessità e l’allarme di allora, così come la bontà delle nostre osservazioni. C’è bisogno di procedure stabili, che siano al riparo da polemiche, contestazioni, letture potenzialmente opposte”: lo dichiara Angelo Radica, presidente dell’associazione di Comuni ALI Abruzzo

Il Consiglio di Stato, di fatto, ha ribaltato la tesi del TAR dell’Aquila e ha salvato l’assegnazione di 8,2 milioni a 16 paesi abruzzesi. Sotto accusa le domande mandate con 2 secondi di anticipo. Il Consiglio di Stato fissa un principio che è l’esatto contrario della tesi del Tar abruzzese: «La ricezione della pec al protocollo della Regione (ore 8.29.58) è avvenuta in un momento antecedente al ritorno al mittente (Comune di Casoli) della “ricevuta di avvenuta consegna”, che riporta le ore 8.30.00, come risulta dalla documentazione versata in atti, la cui veridicità non è stata contestata». Tradotto, significa che l’orario di riferimento deve essere quello in cui la pec arriva al server della Regione e non quello in cui la mail parte dal Comune oppure quando allo stesso Comune perviene la ricevuta di consegna avvenuta.

 Radica prosegue: “Serve una riforma radicale dei criteri alla base dei bandi per i Comuni.  E’ necessario mettere da parte la concessione delle risorse per ordine cronologico, perché rischia di alimentare dubbi relativi alla trasparenza, di determinare una ripartizione del tutto casuale, senza valutazione di merito, oltre che di sfavorire i Comuni, magari delle aree interne, con le connessioni Internet meno performanti. Serve poi eliminare ‘sacche’ di eccessiva discrezionalità nei giudizi, come nel caso del bando sulla rigenerazione urbana dove un quarto del punteggio complessivo è stato assegnato senza ancoraggio a criteri pertinenti, non discriminatori, trasparenti e proporzionati, le caratteristiche imprescindibili dettate dalla giurisprudenza. Da una simulazione fatta sui 109 progetti finanziati con il bando sulla rigenerazione urbana abbiamo verificato che i criteri discrezionali hanno pesato per oltre il 40 per cento nella scelta dei progetti da ammettere a finanziamento”,
Il direttore di ALI Abruzzo Alessandro Paglia conclude: “Chiediamo poi di introdurre dei correttivi che istituiscano un meccanismo di rotazione nell’assegnazione dei fondi, oppure che escludano dalla richiesta i Comuni che hanno beneficiato di finanziamenti nello stesso ambito in un tempo recente. Si riscontrano infatti casi di Comuni che hanno avuto accessi multipli a diverse linee di finanziamento mentre altri sono rimasti esclusi per aver cliccato una frazione di secondo in ritardo. Occorre infine introdurre meccanismi di notifica delle graduatorie provvisorie, in modo tale che ci sia eventualmente il tempo di contestare l’attribuzione dei punteggi”.