La Guardia Costiera di Termoli cerca con il metal detector marino tracce di Domenico Racanati, disperso nel crollo del ponte sul Trigno
Il personale della Guardia costiera è tornato anche oggi lungo la foce del Trigno, dove si pensa possa essere stato condotto il corpo dell’uomo in quei giorni di forte maltempo. Le ricerche si avvalgono di una sofisticata strumentazione tecnica: un metal detector marino capace di individuare masse ferrose sommerse tra sabbia, detriti e correnti. Questo perché Racanati è sparito mentre si trovava a bordo della sua auto, evidentemente inghiottita nel crollo.
Sul posto sono operativi sei militari e due battelli, la missione consiste nello scandagliare palmo a palmo l’area lungo il tratto terminale del fiume e nello specchio d’acqua antistante. La speranza è di trovare materiali riconducibili alla Fiat Bravo di Domenico Racanati.
Il metal detector ora in uso è molto preciso e versatile, può operare sia in acque basse che profonde fino a 2700 metri, ed estendere il raggio d’azione a dieci chilometri.
Se l’automobile di Racanati è sommersa da sabbia, detriti e materiali trascinate dalla piena del Trigno, il magnetometro potrebbe riuscire a individuarla.
Intanto la famiglia di Racanati continua a sollecitare la rimozione delle macerie del ponte crollato, dove potrebbe essere il corpo del loro congiunto.