Covid, picco di contagi all’Aquila: il sindaco chiede di portare i ricoverati a Pescara

Il Covid torna a bussare con forza alle porte dell’Aquilano. Secondo il primario di Terapia Intensiva Franco Marinangeli siamo di fatto nella quarta ondata, al punto che il sindaco Biondi chiede di concentrare i ricoveri al Covid hospital di Pescara.

A Montereale c’è un focolaio tra turisti con dieci casi accertati dalla Asl, finora concentrati in una frazione. Il sindaco Massimiliano Giorgi ha disposto la chiusura di un bar frequentato da turisti dove si sono contagiate anche la proprietaria e la figlia. Per questa ragione, in accordo con la Asl, è stato disposto uno screening dalla mattina in poi nel locale distretto sanitario.

Anche a Pizzoli si registra una ripresa dei contagi. Nelle ultime ore sono emersi 4 casi che fanno salire a 15 le persone positive.

Intanto il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi chiede di razionalizzare i ricoveri dei pazienti di tutto l’Abruzzo in terapia intensiva per via del Covid e concentrarli nel Covid hospital di Pescara per ottimizzare le prestazioni sanitarie nei presidi del territorio. Un appello che Biondi ha rivolto alla Regione e alla struttura commissariale. Per il sindaco in un momento in cui l’incidenza delle terapie intensive è bassa i pazienti vanno concentrati nell’hub regionale di riferimento in ragione di una migliore funzionalizzazione degli spazi.

E a proposito di terapia intensiva il primario di Terapia Intensiva dell’ospedale dell’Aquila Franco Marinangeli punta il dito contro chi non ha capito la portata di questo disastro e ha favorito comportamenti irresponsabili. Il medico, in prima linea sin dall’inizio della pandemia, ha fatto sapere che su 11 malati in terapia intensiva, 10 non sono vaccinati e uno solo è immunizzato con doppia dose, ma si tratta di un paziente oncologico giudicato dai sanitari “molto fragile”.

“Se si dovesse tornare in zona gialla – spiega – a pagare saranno tutti, non solo i malati di Covid, perché si verificherà un effetto domino inaccettabile”.

 

Ylenia Gifuni: