Call center Cup Asl: continua il calvario dei lavoratori trasferiti da Treglio a Teramo per decisione unilaterale dell’azienda affidataria
Prosegue l’odissea degli operatori del call center Cup Treglio trasferiti alla Asl Teramo, costretti dal 1° gennaio scorso a raggiungerla quotidianamente dalle loro residenze situate per lo più nella provincia di Chieti. Un disagio nato dalla decisione unilaterale dell’azienda affidataria dell’appalto. Il servizio era ubicato nella sede di Treglio dal 2021.
Di seguito la nota dei lavoratori del call center:
«Non sono bastate le interrogazioni e le iniziative istituzionali promosse nei mesi scorsi dai consiglieri regionali Alessio Monaco e Luciano D’Amico, e successivamente, dal consigliere regionale Francesco Taglieri, per modificare una situazione che continua a gravare pesantemente su noi lavoratori coinvolti e sulla nostra serenità professionale. A oggi, infatti, mancano ancora risposte certe sul nostro futuro.
Noi operatori provenienti da Treglio, assunti con contratti part-time da circa 700 euro mensili, continuiamo a sostenere sacrifici economici e personali considerevoli per garantire il servizio, affrontando ogni giorno il tragitto tra il territorio frentano e Teramo. Dei tredici lavoratori inizialmente trasferiti, oggi restiamo soltanto in otto, di cui uno attualmente assente per malattia. Cinque persone hanno già rassegnato le dimissioni, impossibilitate a sostenere ulteriormente i costi e i disagi degli spostamenti quotidiani. Una situazione che, ai nostri occhi, rischia di trasformarsi in una vera
e propria “gara ad eliminazione”, alimentando il timore di una progressiva sostituzione del personale attualmente impiegato con nuove assunzioni sul territorio teramano.
Nel corso del Consiglio regionale del 21 aprile, l’assessore Nicoletta Verì aveva annunciato che entro il 31 maggio il servizio di call center della Asl Lanciano-Vasto-Chieti sarebbe passato al nuovo operatore economico aggiudicatario dell’appalto, già gestore dei servizi Cup e call center delle altre Asl abruzzesi. Tale soluzione avrebbe dovuto consentire il riassorbimento del personale attualmente in servizio a Teramo presso i centralini dei presidi ospedalieri della provincia di Chieti, attraverso nuove attività di supporto.
Tuttavia, durante l’ultimo Consiglio regionale del 16 giugno, l’assessore ha fornito indicazioni differenti, comunicando che il subentro del nuovo operatore economico nella Asl Lanciano-Vasto-Chieti avverrà il 1° luglio e che quest’ultimo avrebbe respinto la proposta di trasferire a Lanciano una parte degli operatori attualmente impiegati a Teramo, nell’ambito di un nuovo servizio sperimentale di primo contatto e
accoglienza telefonica. Ad oggi, però, nulla è cambiato. Noi lavoratori di Treglio continuiamo a percorrere quotidianamente decine di chilometri, sostenendo costi sempre più elevati per carburante e trasporti, oltre a dover affrontare lunghi tempi di percorrenza, in una condizione che appare ormai insostenibile.
Per questo motivo, chiediamo ancora una volta senso di responsabilità e interventi concreti da parte delle istituzioni competenti, affinché venga individuata al più presto una soluzione definitiva in grado di tutelare i lavoratori rimasti, salvaguardarne la dignità professionale e garantire condizioni occupazionali sostenibili a chi, da mesi, continua a svolgere il proprio lavoro tra enormi sacrifici e nel silenzio generale».
