Operazione della Finanza contro i “bracconieri pendolari” che arrivano in Abruzzo per pescare di frodo i ricci di mare
In seguito a segnalazioni arrivate al 117, sul litorale chietino i Finanzieri del ROAN hanno eseguito due operazioni a contrasto della pesca di frodo. Sequestrati attrezzi da pesca e 5000 ricci di mare.
Con l’avvio della stagione estiva la componente aeronavale della Guardia di Finanza è particolarmente impegnata nel contrasto alla pesca di frodo, un’attività illegale che rischia di compromettere il già precario equilibrio delle risorse marine.
Si registra sempre più spesso una sorta di pendolarismo del bracconaggio da parte di pescatori senza scrupoli provenienti da regioni in cui è vietata la cattura di alcune specie particolarmente apprezzate, per esempio i ricci di mare. I bracconieri si riversano di notte lungo le coste abruzzesi, in particolare le acque teatine, per fare man bassa.
Domenica notte, grazie alla preziosa segnalazione giunta al numero 117, una pattuglia in servizio di vigilanza è stata indirizzata sul litorale di Casalbordino, dove era stata avvistata una persona a bordo di un veicolo dal quale si intravedevano delle attrezzature da pesca. Attesa l’uscita dall’acqua del pescatore di frodo, i finanzieri lo hanno preso letteralmente con le mani nel sacco.
In un’altra operazione, a San Vito Chietino, sempre a seguito di segnalazione pervenuta alla Sala Operativa del Corpo, una vedetta della Stazione Navale di Pescara ha individuato, con l’ausilio della telecamera notturna in dotazione, un piccolo natante e due sub in acqua, chiaramente intenti alla pesca di frodo. Grazie all’integrazione con le pattuglie a terra, sono state identificate anche altre persone coinvolte nella stessa attività fraudolenta.
In entrambe le operazioni, per i pescatori di frodo sono scattate complessivamente circa 6.000 euroo di sanzioni per violazioni alla pesca subacquea sportiva. Le attrezzature usate sono state sequestrate per essere sottoposte a confisca. I prodotti ittici (circa 5.000 ricci di mare), ancora vitali, sono stati immediatamente rigettati in mare.
Grazie alla preziosa collaborazione dei cittadini, le Fiamme Gialle hanno così sottratto al mercato nero dei prodotti potenzialmente pericolosi per la salute dei consumatori. Infatti, i prodotti ittici devono seguire una filiera controllata per garantire salubrità e igienicità degli alimenti, in particolare per evitare la contaminazione da escherichia coli.
La Guardia di Finanza ringrazia tutti i cittadini onesti e rispettosi delle regole che permettono un’ordinata e corretta fruizione del mare, auspicando una sempre più intensa collaborazione anche attraverso il numero di pubblica utilità 117, per segnalare situazioni che appaiono in contrasto con la disciplina vigente a tutela degli utenti del mare e delle spiagge.