A Pescara debutta Suburbanea, collettivo di artisti nato per promuovere eventi culturali e incentivare l’interazione con i cittadini
Suburbanea nasce dal basso, dall’esigenza di creare nuovi spazi di confronto democratico per riflettere su tematiche sociali, artistiche e culturali poco o nulla presenti nell’informazione, nello scrolling sui social, nelle manifestazioni ufficiali.
“L’obiettivo – dicono i promotori – è portare in superficie il vecchio e il nuovo substrato di realtà e personalità del panorama artistico e culturale esistente sul territorio, creando un luogo fertile per un dibattito attivo su temi di interesse sociale che verranno proposti e affrontati nei luoghi pubblici e privati messi a disposizione del collettivo, anche dietro richiesta dei partecipanti agli eventi”.
Su questa scia si inserisce Suburbanea donne, rassegna ospitata ogni mercoledì a Pescara, in via dei Bastioni, ideata da Vincenzo Maddaloni (artista informale e deejay col nome di Madbit8) e da Stefano Martire (o Stenodj, noto deejay radiofonico).
La mostra è dedicata alle donne già note nel panorama artistico locale e a quelle ancora sconosciute. Il linguaggio artistico si fonde con la ricerca musicale di suoni ancestrali, tribali ed elettronici dei due deejay e con riflessioni sociali e identitarie che dovessero emergere dagli incontri. Tanya Chiappini, Federica Bascelli e Daniela D’Incecco sono state le protagoniste dei primi tre eventi.
Mercoledì 4 febbraio alle ore 18:30 la rassegna ospiterà Stefania Barile con la sua mostra-installazione dal titolo One in my head (Uno nella mia testa). A proposito della sua mostra l’artista scrive:
“Uno nella mia testa è il dialogo personale che ognuno intrattiene quotidianamente con se stesso e che diventa specchio per capire e forgiare la propria identità. Uno nella mia testa sono le persone che incontriamo, quelle che non vediamo, è la tua famiglia, sei tu, è tutto questo ma non è niente, non è nessuno. Nessuno di visibile, di raccontabile”.
