“Stiamo seguendo in queste ore con la massima attenzione la situazione dei nostri cinque studenti che si trovano attualmente a Dubai, impossibilitati a rientrare in Italia a causa della chiusura dello spazio aereo legata agli attacchi in corso nella regione. Sono in costante contatto con le famiglie, con il ViceMinistro degli Esteri Edmondo Cirielli e la Farnesina”. Così il sindaco di Sulmona Luca Tirabassi. Poco fa le ultime direttamente dai ragazzi a Dubai: anche un imprenditore peligno bloccato in città, Gianfranco Tarsini, fa sapere tramite la Farnesina di stare bene
AGGIORNAMENTO ORE 12- Raggiungiamo il sindaco Tirabassi al telefono e tra una chiamata e l’altra, con i familiari dei ragazzi e la Farnesina, ci aggiorna in tempo reale. I ragazzi, due ragazze e tre ragazzi, stanno bene ma spaventati. Sono al sicuro nelle strutture alberghiere che li ospitano e hanno preso parte con decine di altri studenti, italiani e non, ad una esercitazione in caso si rendesse necessario evacuare gli hotel. Raccontano di aver distintamente sentito il rumore indimenticabile dei missili e che è stato spiegato loro come al momento la cosa più “pericolosa” siano i detriti dei missili abbattuti motivo per cui non verranno fatti uscire dagli alberghi. Quanto al loro possibile rientro in Italia le prossime saranno ore decisive per comprendere la fattibilità di un volo entro pochi giorni. In mattinata i 5 studenti abruzzesi sono stati raggiunti dal Console italiano che si è accertato del loro stato di salute parlando con loro diversi minuti. Inizialmente allontanati dal primo hotel nel pomeriggio dovrebbero farvi ritorno.
“Stanno bene- ci dice il sindaco- ma chiaramente sono spaventati. Ho parlato con una ragazza dei 5 che a nome di tutti mi ha fatto un pò il punto della situazione e dalle sue parole ho capito che la visita del Console in mattinata li ha tanto rasserenati. Ora si lavora al loro rientro in Italia ma ogni ipotesi resta poco attendibile. Di più e meglio sapremo nelle prossime ore, speriamo entro stasera stessa di poter dire alle famiglie quando riabbracceranno i ragazzi!”.
Gianfranco Tarsini, a Dubai per lavoro, è l’imprenditore di Sulmona anch’esso bloccato. “Ho segnalato la mia presenza all’ambasciata – racconta Tarsini -. Sono caduti i detriti dei missili intercettati in aria”.
Col passare delle ore si sta facendo un pò la conta degli abruzzesi in quelle zone: se, infatti, le attenzioni massime sono per questi 5 studenti, data l’età e il loro esser lì senza le famiglie, si apprende via via di altri nostri corregionali a Dubai, e non solo, per lavoro o vacanze.
E arriva anche una nota ufficiale del Ministro dell’Istruzione: “In merito alla presenza di studenti italiani a Dubai nell’ambito del Programma “Dubai UN & Abu Dhabi Emirates 2026 – L’Ambasciatore del futuro”, si precisa che il Ministero dell’Istruzione e del Merito è in costante contatto con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, l’Ambasciata d’Italia negli Emirati Arabi Uniti e il Consolato Generale d’Italia a Dubai, che stanno monitorando costantemente il caso. Le autorità consolari stanno operando con la massima attenzione per garantire assistenza e supporto. Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, è in stretto contatto con il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, per gli sviluppi. Il Ministero continuerà a fornire aggiornamenti nelle prossime ore”.
“Abbiamo istituito una task force con 50 persone che seguono e coordinano i lavori delle nostre ambasciate nell’area. A Dubai e Abu Dhabi la situazione è più complessa e di forte incertezza. A Dubai soprattutto siamo molti attivi e tutte le persone sono assistite”. Così il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di un punto stampa alla Farnesina.
“Alcune persone hanno cercato di entrare in Oman ma ora le autorità stanno chiudendo la frontiere e quindi molti stanno preferendo restare a Dubai, dove consigliamo di restare. Stiamo assistendo tutti gli italiani nelle altre parti del Medio Oriente e anche quelli che dovevano viaggiare su voli di ritorno soprattutto dalle Maldive attraverso Dubai”, ha aggiunto. Il ministro ha assicurato che “non ci sono nè militari nè civili coinvolti in qualche modo così come a Teheran. Continuiamo a seguire la situazione. C’è stato un attacco nel Kurdistan iracheno dove ci sono militari americani e italiani ma non c’è alcun rischio”.
A Dubai e in altre città degli Emirati è stato diramato un avviso per la popolazione di rifugiarsi in luoghi sicuri per il timore di possibili nuovi attacchi di missili e droni iraniani. Nuove esplosioni questa mattina a Dubai, Doha e Manama per il lancio di missili dall’Iran, all’indomani dell’inizio dell’attacco americano e israeliano contro la Repubblica islamica. Lo riferiscono testimonianze locali.
Guerra Iran, i voli cancellati e gli aeroporti bloccati: da Dubai ad Abu Dhabi, caos Medio Oriente. Tajani: «Pronti a evacuare gli italiani». Diverse compagnie aeree stanno cancellando i voli sul Medio Oriente.
Dovevano atterrare a Milano oggi. Invece resteranno a Dubai (Emirati Arabi Uniti) in attesa di una nuova data di rientro. Sono i 204 studenti italiani coinvolti nel progetto «Ambasciatori del futuro», in Italia frequentano le scuole superiori (molti sono minorenni) o sono iscritti all’università. Il Ministero degli Esteri, l’ambasciata d’Italia ad Abu Dhabi e in particolare il console a Dubai Edoardo Napoli sono in costante contatto con gli studenti e i loro accompagnatori. Da Roma, l’Unità di crisi sta verificando le possibilità di trasferimento del gruppo. Al momento, studenti e tutor sono ospitati in condizioni di sicurezza in albergo.
Le autorità emiratine hanno riferito che quattro persone sono rimaste ferite a seguito di un’esplosione che ha colpito la zona del Fairmont The Palm sulla Palm Jumeirah a Dubai, facendo divampare un incendio nell’area dell’hotel. Un incendio è scoppiato invece nel porto della città in seguito a un attacco missilistico iraniano. Lo hanno annunciato le autorità dell’emirato. “Le squadre della protezione civile di Dubai sono intervenute immediatamente e stanno continuando i loro sforzi per spegnere completamente l’incendio. Non sono stati segnalati feriti”, si legge in un comunicato pubblicato su X.
Inoltre la società che gestisce l’aeroporto di Dubai ha confermato che un atrio dell’aeroporto internazionale di Dubai “ha subito danni lievi in un incidente, che è stato rapidamente contenuto”, e che quattro dipendenti sono rimasti feriti: lo scrive Bloomberg sul suo sito web. Secondo l’agenzia, “l’aeroporto principale di Dubai, il più trafficato hub aeronautico del mondo, è stato parzialmente danneggiato da un sospetto attacco su uno dei suoi principali terminal, segnando un’ulteriore escalation dopo la chiusura del traffico aereo nel Golfo Persico poche ore dopo gli attacchi di rappresaglia dell’Iran”.
Sui social aumenta la diffusione di immagini che mostrano le fiamme e un denso fumo nero che si alza sulla celebre isola artificiale, accompagnata da un report di un attacco missilistico iraniano nella regione del Golfo. Non è ancora chiaro se a colpire la zona sia stato un missile o alcuni suoi frammenti. Due testimoni hanno riferito all’Afp di aver sentito un’esplosione e visto una colonna di fumo alzarsi dall’iconica isola. Uno dei due ha detto di aver visto del fumo nero e denso salire da un hotel e sentito le sirene delle ambulanze accorrere sul luogo. Palm Jumeriah è un’isola artificiale a forma di palma realizzata al largo di Dubai, che ospita ville, resort e spiagge. “Le squadre di pronto intervento sono state immediatamente dispiegate e il sito è stato messo in sicurezza. La Protezione Civile di Dubai ha confermato che l’incendio è ora sotto controllo”, afferma l’Ufficio stampa dell’hotel in un comunicato. Le quattro persone ferite e sono state trasferite in strutture mediche.
Presente da ieri negli Emirati Arabi Uniti per motivi personali (era andato a riprendere la famiglia per poi ripartire alla volta dell’Italia) il ministro della Difesa Crosetto: sarebbe dovuto tornare oggi in aereo ma il suo volo di linea è stato cancellato a causa della chiusura degli spazi aerei decretata in seguito all’attacco israeliano e statunitense all’Iraq. La notizia, anticipata dal Fatto Quotidiano, è stata confermata all’Adnkronos da fonti qualificate.