Pescara: omicidio Albi, i legali di Nobile ricorrono in appello

Per l’omicidio dell’architetto Walter Albi e il ferimento di Luca Cavallito in un bar sulla strada parco di Pescara, l’imputato Mimmo Nobile ricorre in appello

La Corte d’Assise di Chieti ha condannato all’ergastolo Cosimo Nobile (detto Mimmo) come esecutore materiale e Natale Ursino come mandante. I legali di Mimmo Nobile, Massimo Galasso e Luigi Peluso, hanno presentato ricorso in appello contro la sentenza.

L’agguato avvenne nel tardo pomeriggio del primo agosto 2022 in un bar pizzeria situato accanto alla strada parco di Pescara. Il killer sparò all’indirizzo di Albi e Cavallito, seduti ai tavolini del “Bar del Parco”. Albi venne ucciso, mentre Cavallito riuscì a sopravvivere fingendosi morto.

Secondo le motivazioni della sentenza depositate ad aprile 2026, il delitto si configura come estrema ritorsione legata a traffici internazionali di droga. In pratica un regolamento di conti per un carico di stupefacenti non andato a buon fine.

La sentenza di primo grado, emessa nel mese di luglio del 2025, ha condannato al carcere a vita Nobile e Ursino (uomo di ‘ndrangheta e presunto mandante, tuttora irreperibile). Il terzo imputato, Maurizio Longo (accusato di aver fatto da fiancheggiatore), è stato assolto.

La richiesta di ricorso in appello presentata dai legali del presunto assassino di Walter Albi punta ad instillare nei giudici un ragionevole dubbio che infici l’impianto accusatorio. In 162 pagine i legali contestano, tra l’altro, l’assenza di tracce di Dna dell’imputato e l’inattendibilità della testimonianza del sopravvissuto; evidenziata anche l’altezza dello sparatore, che sarebbe incompatibile con la corporatura di Nobile.

Marina Moretti: