L’Aquila, videosorveglianza nelle new town sgomberate

progetto case

Le piastre dei quartieri del progetto C.a.s.e. dichiarate inagibili per i problemi strutturali che hanno comportato in vari casi anche il crollo di solai e balconi, saranno perimetrate, recintate e dotate di installazioni di videosorveglianza, per garantire la pubblica incolumità e prevenire il rischio di furti e atti vandalici ai danni degli alloggi.

A stabilirlo è la giunta comunale, su proposta dell’assessore alla Ricostruzione pubblica Maurizio Capri. In via prioritaria si interverrà sulle piastre degli insediamenti di Arischia, Sassa (nucleo industriale) e Cese di Preturo, per un costo complessivo degli interventi di oltre 180mila euro.

“Come noto – ha dichiarato l’assessore Capri – 18 piastre dei complessi C.a.s.e. sono state dichiarate inagibili, a seguito del crollo di un balcone nell’insediamento di Cese di Preturo, avvenuto nel settembre 2014, e delle successive indagini. Questi edifici, pertanto, ancorché sgomberati, possono costituire un pericolo, proprio a causa delle condizioni statiche, se non adeguatamente protettitransennati. L’evacuazione degli immobili comporta, inoltre, l’esposizione degli stessi ad atti vandalici, furti e occupazioni abusive, tanto che, unitamente alle forze dell’ordine, siamo già dovuti intervenire più volte a causa di tentativi di effrazione negli alloggi”.

“Si è dovuto pertanto provvedere – ha concluso l’assessore – alla programmazione di interventi di delimitazione e transennatura, onde evitare che si creino situazioni di pericolo dovute al rischio di edimenti strutturali, e al contempo, attraverso un sistema di videosorveglianza, creare un deterrente volto a evitare saccheggi degli alloggi e atti di vandalismo, a tutela, dunque, dell’incolumità dei cittadini e del patrimonio pubblico”.

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Marianna Gianforte: