Teramo: sequestro di beni agli indagati di Strada dei Parchi S.p.a.

La Guardia di Finanza di Teramo ha eseguito un sequestro preventivo di quasi 27 milioni di euro nei confronti di sei indagati ai vertici di Strada dei Parchi S.p.a. La replica del Gruppo Toto.

A conclusione di complesse indagini di Polizia Giudiziaria coordinate dalla Procura della Repubblica di Teramo, i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo di disponibilità finanziarie, beni mobili, immobili, per un ammontare complessivo di euro 26.714.224,94, nei confronti dei sei soggetti indagati che, nel tempo, hanno assunto cariche apicali della “Strada dei Parchi S.p.a.” nonché di altre 2 società collegate.
Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Teramo che ha accolto le richieste dei pubblici ministeri titolari delle indagini, Laura Colica e Silvia Scamurra, al termine delle complesse investigazioni originate da alcune segnalazioni (successive ai tragici fatti riconducibili al crollo del “ponte Morandi” di Genova) che denunciavano lo stato di evidente degrado delle pile dei viadotti della A24, e in particolare di quelli ricadenti nel territorio teramano.

La segreteria operativa del Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua ricorda che le inchieste delle procure di Teramo, L’Aquila, Pescara sono nate dall’esposto presentato dal Forum nel 2018. L’autostrada A24/A25 è nel mirino di sei Procure della Repubblica, 5 abruzzesi e una laziale, a seguito delle numerose denunce sulle condizioni dei viadotti.

Nel tardo pomeriggio è arrivato il comunicato del Gruppo Toto:

“Abbiamo la consapevolezza di aver sempre rispettato le prescrizioni, le regole, la tutela della sicurezza dei nostri utenti. Abbiamo la coscienza tranquilla in attesa della decisione del Tribunale del riesame di Teramo che, riunitosi oggi, non si è ancora pronunciato, e nella cui serenità e serietà di giudizio confidiamo pienamente”.

IL SERVIZIO DEL TG8:

L’agenzia Ansa specifica che i sequestri sono stati disposti nei confronti di Lelio Scopa, presidente del CdA di Strada Parchi, Cesare Ramadori, AD, Mauro Fabris, vicepresidente del CdA, Igino Lai, direttore generale, e dei procuratori e direttori operativi Carlo Marco Rocchi e Gabriele Nati. La procura teramana contesta reati quali inadempimento di contratti di pubbliche forniture, per non aver adempiuto quindi agli obblighi di manutenzione ordinaria, attentato alla sicurezza dei trasporti, abuso d’ufficio continuato. L’inchiesta riguarda i 9 viadotti della tratta teramana della autostrada A24/A25, ossia San Nicola, Grotte, San Nicola 1, San Nicola 2, Cerchiara, Cretara, Biselli, Collecastino, Temperino. Secondo quanto si legge nel provvedimento della Procura, gli indagati “facevano mancare opere necessarie ad un pubblico servizio non assicurando la funzionalità e l’esercizio in sicurezza dell’infrastruttura A24 nella tratta teramana da Isola del Gran Sasso Colledara”.

Nel provvedimento che ha portato al sequestro preventivo per 27 mln di euro ai vertici di Strada dei Parchi, nell’ambito dell’inchiesta sui viadotti della A24 nel tratto provinciale di Teramo, si evidenzia “l’intenzionalità del dolo degli indagati quali amministratori della società concessionaria Strada dei Parchi”. I Pm puntano il dito sui rapporti tra la concessionaria e il gruppo Toto di cui fa parte. La procura spiega infatti che l’abuso, anche alla luce delle precedenti pronunce del Tar Lazio, esprime la “determinazione con la quale Strada dei Parchi ha continuato ciononostante ad affidare in modo diretto alla Toto Costruzioni Generali (bypassando qualsiasi procedura di evidenza pubblica) la pressoché totalità dei lavori appaltati a far data dall’anno 2017”, con la “piena consapevolezza della portata di tale condotta” e “inequivoca volontà di procurare un ingiusto vantaggio patrimoniale alle società del gruppo Toto”. Le Fiamme Gialle teramane “hanno esaminato lo stato del consistente contenzioso amministrativo in materia di obblighi gravanti sulla Strada dei Parchi spa derivanti dalle Convenzioni di affidamenti infragruppo”, sono stati sentiti dirigenti e funzionari del Ministero e i responsabili della società ed “accertate a carico dei vertici della concessionaria plurime condotte di abuso d’ufficio”. Infatti, secondo la procura, “abusando della loro qualità di ‘incaricato di pubblico servizio’ pur avendo da Concessione e da legge la facoltà di affidare i lavori connessi all’autostrada ad imprese collegate nella misura massima del 60% del valore della concessione, hanno superato detta percentuale già dal 2015 e – nonostante le varie diffide del Ministero – hanno continuato ad affidare i lavori infragruppo alla Toto spa Costruzioni Generali anche violando costantemente i dettami del Codice degli Appalti. Tali condotte illecite hanno comportato il sequestro diretto e per equivalente nei confronti di tre degli indagati e il sequestro diretto nei confronti delle società collegate alla Concessionaria, per circa 21 milioni di euro”.

La nota integrale della Finanza:

“I preliminari sopralluoghi e rilievi fotografici delegati al Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Teramo, effettuati alle pile del Viadotto Casale San Nicola del Comune di Isola del Gran Sasso, evidenziavano lo stato di grave degrado (ossidazione dei ferri dovuta anche a cedimento strutturale dei copriferri). Le indagini, sono state quindi estese anche ad altri viadotti della stessa tratta autostradale (Cretara, S. Nicola 1 e 2, Le Grotte, Cerchiara), sempre insistenti sui territori dei Comuni di Isola del Gran Sasso e Colledara.
Le ispezioni svolte, anche con l’ausilio di appositi Consulenti Tecnici nominati dai PP.MM. titolari delle indagini hanno permesso un approfondimento tecnico delle infrastrutture, rilevando criticità su alcune delle pile e degli impalcati costituenti le opere d’arte oggetto di indagine, ovvero: ‘ammaloramento’ evidente dello strato di calcestruzzo posto a protezione dei ferri d’armatura (c.d. strato copriferro); danneggiamento delle canaline di raccolta e dei discendenti che convogliano le acque di dilavamento provenienti dalla sede autostradale; grave stato di ossidazione dei ferri delle armature esposti agli agenti atmosferici a causa della mancanza dello strato copriferro.
Numerose le acquisizioni documentali effettuate presso i competenti uffici del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti di Roma, la sede della società Concessionaria Strada dei Parchi Spa, e la Magistratura Amministrativa (Tar Lazio e Consiglio di Stato).

Le molteplici audizioni di Dirigenti e Funzionari del citato Ministero e dei responsabili della società oltre che le preziose consulenze tecniche eseguite dal Prof. Berardino Chiaia del Politecnico di Torino, hanno condotto a contestare plurimi gravi fatti di reato di ‘Inadempimento di contratti di pubbliche forniture’ (art. 355 co. 1 e 2 n. 1 c.p) e di ‘Attentato colposo alla sicurezza dei trasporti e disastro colposo’ (art. 432 co. 1 c.p.).
La grave situazione accertata a partire da settembre 2018 ad oggi delle opere d’arte dei 7 viadotti teramani è stata evidentemente causata dalla totale inadempienza – dal 2009 ad oggi – da parte della concessionaria autostradale degli obblighi di manutenzione ordinaria sulle opere d’arte discendenti dall’atto concessorio.
Le uniche opere di manutenzione ordinaria svolte dalla concessionaria Strada dei Parchi spa hanno riguardato negli anni la pavimentazione, il verde, le segnaletiche e non le parti strutturali dei viadotti (cassoni, pile e appoggi e ritegni antisismici). I citati interventi di manutenzione ordinaria sulle opere d’arte sono stati effettuati a partire dal 2018 e neppure a spese della concessionaria perché sono stati utilizzati contributi statali, erogati in base ai provvedimenti successivi i fatti di Genova.
Grave poi è risultata anche l’inottemperanza agli obblighi di manutenzione straordinaria che gravavano sulla concessionaria dal 2009 relativamente al Viadotto Temperino, da eseguirsi entro il 2013 ma anch’essi omessi fino al 2018/2019, quando sono stati eseguiti con contributi dello Stato.
Ciò ha comportato la contestazione alla concessionaria delle gravi inadempienze agli obblighi derivanti dall’incarico pubblico di gestione dell’autostrada A24 nel tratto teramano e la contestazione dell’attentato colposo ai pubblici trasporti, poiché le prolungate omissioni dal 2009 al 2018 (e in parte ancora fino all’attualità) non hanno assicurato la funzionalità e l’esercizio in sicurezza della tratta autostradale e hanno messo in pericolo la sicurezza dei pubblici trasporti.
Per i reati di ‘Inadempimento di contratti di pubbliche forniture’ (art. 355 co. 1 e 2 n. 1 c.p) la Procura di Teramo ha chiesto ed ottenuto dal Gip dott. Veneziano il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta del profitto del reato per circa 5 milioni, pari ai rilevanti risparmi di spesa conseguiti con conseguimento anche di contributi statali.
Le Fiamme Gialle teramane hanno esaminato lo stato del consistente contenzioso amministrativo in materia di obblighi gravanti sulla Strada dei Parchi spa derivanti dalle Convenzioni di affidamenti infragruppo, sono stati sentiti in atti Dirigenti e Funzionari del citato Ministero e i responsabili della società, sono state accertate a carico dei vertici della concessionaria anche plurime condotte di abuso d’ufficio poiché, abusando della loro qualità di ‘incaricato di pubblico servizio’ pur avendo da Concessione e da legge la facoltà di affidare i lavori connessi all’autostrada ad imprese collegate nella misura massima del 60% del valore della concessione, hanno superato detta percentuale già dal 2015 e – nonostante le varie diffide del Ministero – hanno continuato ad affidare i lavori infragruppo alla Toto spa Costruzioni Generali anche violando costantemente i dettami del Codice degli Appalti.
Tali condotte illecite hanno comportato il sequestro diretto e per equivalente nei confronti di tre degli indagati e il sequestro diretto nei confronti delle società collegate alla Concessionaria, per circa 21 milioni di euro.
In data odierna presso il Tribunale di Teramo si è svolta l’udienza camerale per l’esame delle istanze di riesame presentate dai soggetti nei cui confronti è stato operato il sequestro.
L’importante attività investigativa portata a termine, indica la Guardia di Finanza come il principale referente operativo nella lotta agli illeciti nel settore degli appalti, alla non corretta gestione dei servizi pubblici e alla tutela della collettività, su cui inevitabilmente grava la cattiva gestione della cosa pubblica”.

 

Marina Moretti: