Coronavirus Abruzzo: a Pescara operativa la tensostruttura per il pretriage

Coronavirus Abruzzo: già operativa a Pescara la tensostruttura per il pretriage davanti al Pronto soccorso dell’ospedale Santo Spirito. Albani: “Siamo i primi del centro Italia”.

L’ospedale Santo Spirito di Pescara è il primo in Abruzzo a dotarsi della tensostruttura per gestire il pretriage nella fase dell’emergenza del contagio da Coronavirus.

“Con questo sistema, una volta arrivati in pronto soccorso, i pazienti dovranno rispondere a una serie di domande e tutti quelli con sintomi influenzali o con una patologia respiratoria anche minima verranno dirottati in un settore separato”, spiega il dottor Alberto Albani, referente sanitario regionale per le maxi emergenze. “L’obiettivo è far sì che, grazie a un sistema che rappresenta un ulteriore filtro degli accessi, i casi sospetti di Coronavirus seguano un percorso dedicato, così da evitare il contatto con le altre persone in attesa. Gli utenti con altre patologie, come ad esempio i traumi, accederanno infatti regolarmente in pronto soccorso”.

“Questa struttura fa parte di un sistema organizzativo finalizzato al fatto che il paziente con presunta infezione da Coronavirus non accede all’interno dei locali del Pronto Soccorso e quindi all’interno dell’ospedale”, spiega il dottor Antonino Gabriele, responsabile dell’unità Obi (osservazione breve intensiva) del Pronto soccorso dell’ospedale Santo Spirito di Pescara. “Il sistema prevede una fase di filtraggio che inizia con personale dedicato, quindi personale OSS, che indirizza il paziente con sintomi simil influenzali in una stanza apposita, dove l’infermiere di triage valuterà tutte le condizioni necessarie. È importante seguire il criterio epidemiologico, perché in base a quello, qualora il paziente presenti criteri epidemiologici di provenienza dalle zone rosse, verrà preso in carico dall’unità operativa di malattie infettive, seguendo un percorso esterno all’ospedale. Qualora questi criteri non sussistano verrà attivato il percorso comune a tutti gli altri pazienti.
In sostanza questa è una sala d’attesa per presunti pazienti, perché qualora la sala di triage, sia già piena, i pazienti verranno indirizzati in questa zona per essere poi valutati nelle sedi opportune.
L’utenza comune in questi giorni si è ridotta, forse per il timore del contagio”, aggiunge il dottor Gabriele. “Per quanto riguarda i pazienti con presunta infezione quelli che sono venuti fortunatamente sono risultati negativi ai test, per cui per il momento la situazione è tranquilla  e tutto è sotto controllo.
Resta il fatto che, Coronavirus a parte, le misure di precauzione per evitare il contagio andrebbero prese costantemente, per rispetto della persona e della salute di ciascun individuo”.

 

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Anna Di Giorgio: