L’Aquila, morte del cane Kaos. Il padrone: “Combatterò per dimostrare che è stato avvelenato”

La voce incrinata per la concitazione, dopo giorni in cui il suo cellulare squilla senza pace e attorniato dalla stampa locale e nazionale che si “accanisce senza sosta”, tradisce la stanchezza di Fabiano Ettorre, il padrone del cane Kaos, trovato morto nel suo giardino e conosciuto come uno degli animali da ricerca che si è dato da fare tra le macerie del terremoto del Centro Italia.

Combatterò con tutti gli strumenti possibili per dimostrare che il mio cane non è morto per un infarto ma per avvelenamento – promette Fabiano Ettorre.

Questa mattina l’addestratore di Sant’Eusanio Forconese ha ricevuto il responso degli esami dei due veterinari legali di Genova – Pierluigi Castelli ed Enrico Moriconi – a cui si è rivolto e che gli hanno offerto la loro consulenza legale gratuitamente. Un referto, quello fatto avere a Ettorre poco dopo le 12, che a sua volta smentirebbe l’ipotesi di infarto emersa invece dai riscontri autoptici dell’Istituto zooprofilattico di Teramo, il quale escluderebbero al momento l’avvelenamento fra le cause della morte di Kaos.

Da un punto di vista clinico l’anamnesi riferita dal proprietario può fare sospettare una forma di avvelenamento da dicumarolo o altra sostanza tossica – scrivono i medici in una nota sintetica fatta avere a Fabiano – Solo un esame necroptico e tossicologico potrà rivelare la vera causa della morte. L’infarto è rarissimo nel cane e l’eventuale etiologia cardiologica in un cane così giovane e in assenza di precedenti sintomi correlati dovrà essere supportata da accertamento di malformazioni cardiache congenite.

L’ipotesi prevalente del decesso del pastore tedesco sarebbe riferita a cause naturali. L’esito completo degli esami tossicologici sarà disponibile tra un paio di mesi, ma dai primi test non sarebbe emerso alcun indizio di avvelenamento, ritenuta sin dalle prime ore l’ipotesi più accreditata per la morte improvvisa di Kaos. Il suo padrone-istruttore Fabiano non crede tuttavia al decesso per cause naturali: il cane antiveleno dei carabinieri forestale avrebbe segnalato due punti specifici nel giardino di Ettorre, in cui Kaos si muoveva: corrisponderebbero, spiega l’addestratore, ai punti in cui il pastore tedesco aveva rilasciato bava.

resta aperta una inchiesta affidata dalla Procura ai carabinieri forestali, i quali ufficialmente non abbandonano alcuna pista.

A seguire l’inchiesta è il sostituto procuratore David Mancini. E se dovesse essere avviato un processo sulla morte del cane l’associazione Animalisti italiani onlus si è costituita parte civile, come anche Fabiano. Il quale intanto, chiede di non chiamare Kaos ‘cane eroe’: “I cani eroi sono altri – dice – e cioè quelli che lavorano da una vita e che hanno esperienza, come Camilla, cane eroe dei vigili del fuoco morta durante un’operazione di soccorso”. Cresce anche la sorpresa di Ettorre per il modo in cui è stato affrontato il caso:

Nemmeno nel decesso di una persona si è vista tanta rapidità.

La carcassa di Kaos sequestrata domenica 29 luglio alle 15, in tempi velocissimi e l’autopsia ottenuta in meno di 24 ore.

Perché tanto affanno? – chiede Ettorre.

L’addestratore sospetta interessi nel non far emergere il reale motivo della morte del suo cane: e cioè – dal suo punto di vista – l’avvelenamento.

IL SERVIZIO DEL TG8:

Marianna Gianforte: