Ricostruzione sisma 2016: dal 13 maggio badge digitale obbligatorio nei cantieri

Un sistema di controllo più rigoroso, trasparente e digitale entra nei cantieri della ricostruzione del sisma 2016 nel Centro Italia

A partire da mercoledì 13 maggio sarà infatti obbligatorio il badge digitale per tutti i lavoratori impegnati nei circa diecimila cantieri attivi nelle aree colpite dal terremoto del 2016. Una misura destinata a fare da apripista per l’intero Paese.
L’iniziativa, presentata nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, rappresenta uno degli interventi più significativi introdotti negli ultimi anni per rafforzare trasparenza, sicurezza e legalità nel settore delle costruzioni. Alla presentazione hanno preso parte il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il ministro del Lavoro Marina Calderone e ovviamente il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, insieme ai rappresentanti delle istituzioni e delle parti sociali.
Il badge digitale consentirà di tracciare in modo puntuale le presenze nei cantieri, verificando che ogni lavoratore sia regolarmente assunto e autorizzato. Uno strumento che punta a contrastare il lavoro nero e le infiltrazioni criminali, in una fase in cui la ricostruzione muove risorse ingenti e richiede un livello massimo di controllo. Parallelamente viene introdotto anche il “settimanale di cantiere digitale”, integrato nella piattaforma GE.DI.SI., che permetterà una gestione più efficiente dei dati tra imprese e organi di vigilanza.
Il contesto in cui la misura viene introdotta è quello del più grande cantiere d’Europa: il cratere del sisma 2016 si estende su circa 8 mila chilometri quadrati e prevede interventi per un valore complessivo di 28 miliardi di euro. Attualmente sono in corso quasi 10 mila cantieri privati, mentre oltre 14.500 risultano già conclusi. Sul fronte pubblico si contano 3.730 opere finanziate, con una larga parte già sbloccata e più di 2.300 interventi pronti a entrare nella fase operativa.
L’introduzione del badge si inserisce in una fase di accelerazione della ricostruzione, favorita anche dalle recenti ordinanze che hanno ridefinito il quadro normativo dopo il superbonus, garantendo maggiore stabilità e chiarezza agli operatori del settore.
Alla base del progetto c’è un ampio lavoro di concertazione che ha coinvolto Governo, struttura commissariale, Regioni, casse edili e organizzazioni sindacali e datoriali. Un modello di governance condivisa che viene indicato come uno degli elementi chiave del successo della ricostruzione e che potrebbe essere replicato su scala nazionale.

“Si tratta di un significativo salto di qualità”, ha sottolineato il commissario Guido Castelli, evidenziando come la ricostruzione non sia soltanto un processo materiale, ma anche un’occasione per innovare l’azione pubblica. “Il badge di cantiere – ha aggiunto – è parte di una strategia più ampia che unisce tecnologia, sicurezza e legalità, dimostrando che anche nei contesti più complessi è possibile costruire modelli amministrativi efficienti e trasparenti”.

Federico Di Luigi: