L’Aquila, sit-in Cgil davanti al Cup. Centro per la terapia anticoagulante a rischio chiusura

foto di marianna gianforte

Protesta della Cgil della provincia dell’Aquila davanti al Cup dell’ospedale San Salvatore: liste d’attesa troppo lunghe, carenza di personale e scarsi investimenti tecnologici. A rischio il centro ‘Tao’, per la gestione della terapia anticoagulante.

Oltre 400 giorni per un ecodoppler arterioso agli arti inferiori all’Aquila, che scendono a 294 nell’area sangrina. Quasi 270 giorni di attesa per una tac al torace con mezzi di contrasto all’Aquila e 360 giorni per una visita endocrinologica nell’area peligna contro i 190 nella Marsica. Sono soltanto alcuni esempi delle lunghe liste d’attesa a cui è costretta l’utenza della Asl di Avezzano-Sulmona-L’Aquila, numeri che si aggravano sempre di più secondo l’osservatorio della Sanità della Cgil dell’Aquila. Una vera e propria emergenza, effetto della carenza di personale assunto a tempo indeterminato, mentre cresce il ricorso al lavoro interinale e i lavoratori invecchiano: oltre il 63 % dei lavoratori della provincia hanno più di 50 anni. Sono le condizioni in cui versa la sanità della provincia dell’Aquila denunciate dalla Cgil provinciale che insieme alla Funzione pubblica Cgil e al sindacato dei pensionati questa mattina ha presidiato il Cup dell’Ospedale San Salvatore. Servono più personale e maggiori investimenti tecnologici, impegni a cui sono chiamate la Asl e la regione Abruzzo.

Intanto il Centro la gestione della terapia anticoagulante, che dal 1° agosto potrebbe chiudere, come denuncia la coordinatrice delle Donne dello Spi Cgil L’Aquila, Anna Botta.

foto di marianna gianforte

LA NOTA COMPLETA DELLA CGIL:
Dal conto annuale 2018 la Asl n. 1 certifica un ulteriore perdita di posti di lavoro pari a 226 unità nel biennio 2016/2018 di cui 160 unità lavorative nel 2018 rispetto all’anno 2017.
Dal suddetto conto annuale, risultano in forza 3223 lavoratori con contratto di lavoro a tempo indeterminato rispetto ai 4053 previsti dalla dotazione organica del 2014. Detta dotazione, risultava di per se già carente di ulteriori 277 unità lavorative necessarie al rispetto della L. n. 161/2014 in tema di riposi obbligatori.
Ne consegue una carenza complessiva pari a 1107 unità di personale con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, una vera e propria emergenza.
In particolare risultano cessati dal lavoro, per l’anno 2018, 229 unità lavorative, risultano contestualmente assunte, nello stesso periodo, solo 69 unità con una perdita netta pari a 160 posti di lavoro, pari ad un turnover del 30%.
Tale drammatica carenza di personale risulta essere parzialmente compensata con il ricorso al lavoro precario. Evidenziamo un’incongruenza rispetto al calo strutturale del rapporto di lavoro a tempo indeterminato ed un ricorso massiccio all’utilizzo di lavoratori interinali per un costo che passa da 2.252.285 € dell’anno 2016 a 7.110.001 euro dell’anno 2018.
A fronte di tale consistente aumento di spesa, rileviamo altresì una inspiegabile diminuzione del costo del personale attinto dalle graduatorie vigenti per l’assunzione di lavoratori a tempo determinato.
Contestualmente emerge, sempre dal conto annuale, un inesorabile innalzamento dell’età media dei lavoratori in forza, infatti il 20,2% hanno un’età compresa tra i 60 ed i 64 anni di età, il 23,2% dei lavoratori hanno un’età compresa tra i 55 ed 59 anni ed il 19,6 % tra i 50 ed i 54 anni di età, per un dato complessivo che vede oltre il 63 % dei lavoratori con un’età superiore ai 50 anni.
Dal quadro sopra descritto si evince che nelle prossime imminenti annualità, cesseranno dal servizio ulteriori 300 unità lavorative l’anno. Infatti oltre ai pensionamenti ordinari i lavoratori potranno beneficiare nel triennio 2019/2021, della cosiddetta “quota 100”. Tale circostanza sta generando da una parte inaccettabili condizioni di lavoro per il personale in servizio, dall’altra una costante diminuzione delle prestazioni sanitarie nell’intero territorio provinciale che si configura con un inevitabile prolungamento delle liste di attesa e l’interruzione di servizi alla popolazione, come per es. lo screening mammografico per la prevenzione per i tumori alla mammella ed il servizio CUP presso il Comune di Tornimparte. Inoltre, come avviene tutti gli anni, la cronica carenza di personale comporterà la chiusura di servizi e reparti per il periodo estivo.

Il Servizio del Tg8:

Marianna Gianforte: