Ud’A, il Dg Del Vecchio rinviato a giudizio

Il Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Chieti Lucia Campo ha depositato il decreto di citazione a giudizio nei confronti del Dg della d’Annunzio Filippo Del Vecchio per la nota vicenda della “mail ai 113”.

E’ riassunto in 5 pagine, a firma del Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Chieti Lucia Campo, il decreto di citazione a giudizio nei confronti del Dg dell’Università d’Annunzio Filippo Del Vecchio. Assistito e difeso dall’avvocato Stefano Rossi del Foro de L’Aquila, Del Vecchio dovrà rispondere dei reati di trattamento illecito di dati personali e diffamazione ai danni dei 53 dipendenti della d’Annunzio che lo hanno querelato per la ormai nota vicenda della mail con la quale Del Vecchio comunicò, all’intero Ateneo, somme da lui dichiarate ” regalie napoleoniche” e per questo richieste indietro, dati finiti anche on line sul sito Ud’A. C’è la lista dei 53 querelanti e c’è il reato di cui Filippo Del Vecchio è chiamato a rispondere: con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, il direttore generale dell’Università d’Annunzio pubblicando sul sito web e facendo circolare tra il personale tutto, docente e amministrativo, dati personali relativi ad emolumenti a suo dire indebitamente percepiti avrebbe arrecato danno ai “suoi” dipendenti.

Una vicenda che muove i primi passi “giudiziari” il 9 gennaio del 2015 quando in 53 decidono di querelare il Dg accusandolo del reato di diffamazione aggravata e di trattamento illecito di dati personali. Era il 6 ottobre del 2014 quando Filippo Del Vecchio inviava a 1090 persone, ossia all’intero corpo docenti nonché a tutti i tecnico-amministrativi (praticamente a chiunque con la sola esclusione degli studenti e degli addetti alle pulizie), una email con un file allegato dal titolo ” Analisi utilizzo fondo accessorio 2001-2013″. Molto in sintesi, si elencavano nomi, cognomi e ruoli associati a cifre che lo stesso Del Vecchio bollava come “pagamenti illecitamente percepiti nell’era napoleonica” facendo riferimento, appunto, a chi lo aveva preceduto sulla poltrona di Dg della d’Annunzio, Marco Napoleone, e alle sue presunte regalie. 53 querele finite sui tavoli delle due procure competenti ossia Chieti e Pescara, 53 querele spedite anche al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e al Garante per la Privacy: quest’ultimo si pronunciò in data 30 luglio 2015 mettendo nero su bianco, senza se e senza ma, che “l’Università ha sbagliato e violato la legge e che, pertanto, per materie affini per il futuro le è fatto divieto di ricorrere alle modalità comunicative finora utilizzate” imponendole canali riservati e individuali”.

Del Vecchio dovrà presentarsi in Tribunale a Chieti il 7 novembre 2016. La notizia, che sta già facendo il giro dei corridoi di via dei Vestini, assume sapori e sfumature diverse: se, infatti, per i 53 querelanti è una sorta di prima simbolica vittoria, per il granitico duo Rettore-Dg questa non è solo l’ennesima bega giudiziaria bensì una vera e propria alzata di testa di chi non intende più sottostare e sopportare.

Ud’A

Barbara Orsini: