Coronavirus Abruzzo: Liris, “Lavoriamo a misura di sostegno per lo sport”

Coronavirus Abruzzo: per la fase 2 l’assessore regionale allo sport, Guido Quintino Liris, pensa a una misura di ristoro per le conseguenze del lockdown. “Lavoriamo a misura di sostegno per lo sport”.

“C’è un progetto con una bella copertura che è stata ipotizzata; spero di avere la più ampia condivisione della maggioranza e del Consiglio per dare respiro alle tante energie che alimentano lo sport abruzzese”. È quanto dichiara l’assessore regionale allo sport, Guido Quintino Liris.

Da quanto anticipato, si tratterebbe di un ristoro a fondo perduto degli affitti dovuti ai privati, parametrato al bilancio dell’anno precedente, che tenga conto sia degli eventi svolti e sia delle spese di gestione sostenute per la manutenzione delle strutture in dotazione. L’assessore Liris chiarisce che sono in corso da giorni ormai gli incontri con associazioni, federazioni e società sportive.

“Proprio questa attività di ascolto ha portato Regione Abruzzo a riaprire alcune attività sportive, come il golf ed il tennis”, ha aggiunto l’assessore Liris. “Addirittura sul tennis siamo stati secondi solo alla Sicilia e, in parte, al Veneto. Stiamo parlando sì di una misura coraggiosa ma anche ben pensata, che ha tenuto conto delle indicazioni del Ministero dell’interno e delle linee guida condivise con il Ministero dello sport. Il fatto che i campi da tennis e da golf siano stati presi d’assalto dimostra che avevamo ragione a considerare il grande bisogno di sport che, così come è accaduto anche in altre emergenze, si conferma fondamentale non solo a liberare l’endorfina, ma anche a contrastare una serie di patologie metaboliche, cardiache e psicologiche.
Aspettare ancora avrebbe significato mettere a rischio le condizioni psicofisiche di tanti.
Ci sarà invece da aspettare ancora per gli sport di squadra e di contatto, così come vedo molte criticità nella riapertura di palestre e piscine. Certo è che, comunque sia, lo sport nella fase due non sarà uguale a prima: niente scambi di mano, niente abbracci, niente contatto fisico”.

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Anna Di Giorgio: