Coronavirus Abruzzo: Acerbo (Prc), “Decreto chiusure è una presa in giro”

Coronavirus Abruzzo: per Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Prc, il Decreto “chiusure” è una presa in giro. “La salute, la sicurezza, la vita prima dei profitti!”

Con una nota alla stampa, Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, e Antonello Patta, responsabile nazionale lavoro Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, spiegano perché l’ultimo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 22 marzo rappresenta una presa in giro per i lavoratori italiani.

La speranza di milioni di lavoratori e lavoratrici impiegati in attività economiche non essenziali di poter restare a casa a tutela della salute propria e dei loro cari, è stata frustrata.

Gravissime le decisioni del governo che appena sabato aveva promesso, dopo colpevoli ritardi, provvedimenti centrati sulla difesa della salute e della vita prima di tutto e invece ha ceduto su tutta la linea alle pressioni degli industriali.

Il concetto di “essenziale” è stato letto dal punto di vista degli affari e così l’elenco delle attività consentite si gonfiato in modo abnorme e ingiustificabile: dall’aerospazio agli studi professionali, dagli alberghi alla gomma, dall’industria militare all’estrazione del carbone.

Così milioni di persone si trovano a vivere una doppia vita: il sabato e la domenica, come cittadini, per difendersi dal contagio non possono nemmeno fare due passi nel parco, il lunedì come lavoratori affolleranno autobus e tram e andranno a lavorare esponendo sé stessi e vanificando le misure ci contenimento del contagio sull’insieme della popolazione.

Non ha insegnato niente il caso di Bergamo in cui proprio per il prevalere della logica del profitto ad ogni costo si è lasciato crescere irresponsabilmente il numero dei contagi prima istituendo la zona rossa e poi continuando le attività produttive come nulla fosse?

Il Presidente Fontana, corresponsabile della strage di Bergamo, lascia agli industriali lombardi la decisione su come autoregolamentarsi.

Di fronte a tanta interessata irresponsabilità invitiamo i lavoratori delle produzioni non indispensabili per la salute e l’esistenza nel nostro paese a scioperare per obbligare al governo a mettere davvero al primo posto il diritto costituzionale alla salute e alla vita e fermare definitivamente le attività.

Il servizio sanitario nazionale, il cui ruolo tutti oggi celebrano dopo aver passato anni a smantellarlo, fu conquistato con anni di scioperi dalla classe lavoratrice.

Contro la presa in giro auspichiamo che tutti i sindacati indicano lo sciopero. 30 anni di arroganza di Confindustria ci hanno fatto regredire.

La salute, la sicurezza, la vita prima dei profitti!

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Anna Di Giorgio: