Regione Abruzzo, Pettinari: “Criticità nella legge di stabilità”

Il vice presidente del Consiglio regionale, consigliere del Movimento 5 Stelle, Domenico Pettinari, segnala “diverse criticità contenute nella legge di stabilità, recentemente approvata.

“Poco prima della votazione della norma finanziaria regionale – specifica il consigliere – la maggioranza ha introdotto un ‘emendamento serpente’ agganciato alla legge. A dispetto del titolo del documento, ‘attuazione principio di leale collaborazione e proroga dei termini previsti’, si introducono una serie di interventi vergognosi a danno dei cittadini abruzzesi. In particolare, segnalo quattro punti che mi hanno indignato per la forma e la sostanza e, soprattutto, perché incidono pesantemente sull’economia regionale in una fase così critica come quella che stiamo vivendo”.

“Con questo emendamento – spiega Pettinari – si aumenta di fatto lo stipendio del direttore dell’Arta (Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente). Il ‘giochetto’ utilizzato per far lievitare tale spesa, è stato quello di togliere dall’articolo della legge che disponeva le risorse per l’Agenzia il limite stipendiale del 70%. Fino ad oggi, infatti, il direttore Arta percepiva una indennità calcolata su questa quota, adesso, eliminando questa soglia dal testo normativo, si equipara allo stipendio di un direttore regionale. Un aumento ingiusto e ingiustificato, soprattutto se consideriamo che i direttori percepiscono somme già elevatissime. Insomma, mentre da un lato si taglia indiscriminatamente sui servizi pubblici, dall’altro si incrementano prebende e privilegi della classe dirigenziale”.

“Non meno gravi – continua il vice presidente – sono due interventi che tendono ad imbarbarire ulteriormente il settore del commercio e della sanità. La maggioranza, infatti, continua ad agevolare le aggregazioni commerciali nei centri città, permettendo alle strutture di vendita medie e grandi di occupare i mercati comunali coperti dismessi. Si cerca in ogni modo di aggirare la moratoria che blocca l’istituzione di centri commerciali, permettendo, di fatto, la formazione di assembramenti di vendita che impattano non meno pesantemente sulle piccole imprese. Un altro colpo ai più fragili è rappresentato, inoltre, dal comma che riduce al 30% la garanzia pubblica di posti letto all’interno delle residenze per anziani non autosufficienti. Un taglio del 20%, rispetto alla precedente previsione normativa, a sfavore del pubblico, con un sicuro aggravio di costi e una maggiore arbitrarietà nella selezione degli ammalati a danno dei più indigenti”.

“Segnalo, infine, una delle più grandi anomalie contenute nell’emendamento. La Giunta, in maniera discrezionale, si riserva la possibilità di stabilire quali interventi debbano essere ritenuti strategici per il territorio, tra quelli inseriti nel progetto ‘Abruzzo regione del benessere’. In pratica, il governo regionale impone una ‘clausola di supremazia’. Se si marchia una infrastruttura col ‘bollino’ di intervento strategico, si avrà la possibilità di derogare a tutta una serie di autorizzazioni e protocolli di salvaguardia. Un segnale di arroganza istituzionale che, tra l’altro, presta il fianco ad ulteriori impugnative di legge da parte dello Stato. Se ciò dovesse accadere, avverrebbe a danno di tutto l’impianto normativo della legge di bilancio”, conclude Pettinari.

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