Pescara, il WWF boccia il progetto del supermercato in Via Monte Faito

Il WWF “boccia” l’idea di un supermercato negli ultimi spazi verdi di Pescara in Via Monte Faito. “A Pescara è necessario avviare un processo di decementificazione”. In città il 51,32% del suolo è occupato. Pochi in Italia sono messi peggio.

L’edizione 2020 del Report “Consumo del suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici” (https://www.isprambiente.gov.it/it/events/consumo-di-suolo-dinamiche-territoriali-e-servizi-ecosistemici), presentato nel luglio scorso, ha testimoniato come, al di là delle continue affermazioni di senso contrario che gli amministratori della cosa pubblica ripetono a ogni livello, in Italia la corsa del cemento continua imperterrita anche nelle aree più fragili e a rischio. Nel nostro Paese, a dimostrazione del fatto che il consumo di suolo prescinde da ogni reale esigenza, cresce anzi più il cemento che la popolazione: nel 2019 a fronte di un calo di oltre 120.000 abitanti si sono registrati 57 milioni di mq di nuovi cantieri e costruzioni (2 mq al secondo). Nel momento in cui nasciamo abbiamo già la nostra porzione di cemento: 135 mq per ogni neonato.

Pescara dà il suo sostanzioso contributo a questo desolante quadro: la città adriatica risulta essere tra i capoluoghi di provincia italiani uno di quelli con la maggiore percentuale di superficie artificiale rispetto ai confini amministrativi (51,32%), ed è largamente prima nella regione. Un “primato” di vecchia data: Pescara è da anni la città abruzzese più cementificata. Nel Report ISPRA 2015 la percentuale di suolo occupato era del 38,01%. In cinque anni c’è stato un peggioramento di oltre il 13%! Quest’anno in verità su Pescara c’è anche un dato positivo: circa mezzo ettaro di suolo è stato recuperato grazie alla rinaturalizzazione di alcuni piazzali in terra battuta. Poca cosa, ma comunque un segnale. Che viene tuttavia totalmente vanificato dall’insano progetto di sacrificare l’ultima zone verde di via Monte Faito (zona Ospedale) per la costruzione dell’ennesimo supermercato, un progetto che rispunta dal passato e contro il quale è già in atto una nuova mobilitazione popolare.

Il WWF si appella alla Giunta e al Consiglio comunale tutto perché prendano consapevolezza del fatto che la città è soffocata dal cemento e avviino una politica di segno contrario: nessuna area verde sacrificata (a cominciare dallo stop al progetto di via Monte Faito), nuove costruzioni solo in lotti già cementificati e comunque progettate in modo da recuperare spazi per il verde urbano. Ne guadagnerà la qualità della vita per tutti i pescaresi: meno cemento e più verde significa minor caldo, minore inquinamento, minore impatto delle precipitazioni atmosferiche, minori allagamenti…

«Bisogna decidersi: non si può – commenta la presidente del WWF Chieti-Pescara Nicoletta Di Francesco – da una parte lamentarsi dei disastrosi effetti che stanno già provocando i cambiamenti climatici e dell’altro continuare a governare il territorio come se questi cambiamenti non esistessero».