L’Aquila: “CaseMatte non si spegne”

“CaseMatte non si spegne”, il grido dei manifestanti che hanno precisato la situazione di questa struttura a L’Aquila

Ogni città ha due volti, uno calato dall’alto delle scelte istituzionali e l’altro radicato nell’autogestione dal basso. Pensare criticamente lo spazio urbano porta a sottrarre terreno alla speculazione economica per dare vita a luoghi di ispirazione, socialità, creatività e solidarietà. Questo è ciò che avviene anche a L’aquila, da diciassette anni, nello spazio liberato di CaseMatte che, come tutti i contesti di sperimentazione ed autogestione in Italia, sta subendo l’attacco del governo Meloni nella sua decisa intenzione di sgomberare ogni possibilità di ferma resistenza e di alternativa radicale al progressivo avanzare dell’appiattimento consumistico e dell’autoritarismo bellicista.

Un lungo processo ha stabilito che CaseMatte non è un’occupazione abusiva, legittimandola ad animare quello spazio pubblico. Nonostante ciò, le nostre richieste di comodato d’uso inoltrate negli anni alla ASL (proprietaria dell’area) non sono state accolte, a differenza di quanto fatto per altre associazioni presenti nell’area dell’ex Ospedale Psichiatrico di Collemaggio. Ma a questa palese discriminazione, i motivi della quale lasciamo indovinare ai lettori, si è aggiunta da circa un anno una vera e propria campagna infamatoria, in concomitanza con l’esposizione politica di CaseMatte a sostegno della resistenza palestinese e contro la devastazione sionista e i suoi finanziatori.

A dicembre 2025, durante un Consiglio Comunale straordinario molto partecipato dalla cittadinanza e quasi disertato dalla Giunta, abbiamo chiesto l’apertura di un tavolo condiviso sul futuro di Collemaggio e abbiamo sottoposto un nostro Ordine del Giorno alla presenza della Dirigenza della ASL1, allo scopo di costruire insieme una destinazione d’uso reale del progetto “Parco della Luna” e non una fantomatica “riqualificazione” priva di sostanziali garanzie per le migliaia di persone che hanno attraversato il parco di Collemaggio per partecipare agli eventi culturali, artistici e politici organizzati dalla comunità di singoli, collettivi ed associazioni che ruota attorno a CaseMatte. Oltre a pietosi e vaghi tentativi di gettare fumo negli occhi, come cortese e costruttiva risposta, abbiamo ricevuto “da lì ve ne dovete andare!”.

Ma non basta, perché al veto posto dalla Soprintendenza sull’abbattimento di CaseMatte e ai nostri successivi tentativi di diretta interlocuzione con la proprietà è giunto, senza alcun preavviso e senza alcuna comunicazione, il distacco della corrente elettrica!

È strano come lo stesso luogo, narrato come così pericoloso tanto da dover subire la continua ronda delle Forze dell’Ordine, sia lo stesso che può essere lasciato completamente al buio. Anziché fare più luce su un parco colpevolmente abbandonato da decenni e presidiato solo dalle nostre scintille di libertà, amore e sorellanza, si è deciso di spegnerlo e di creare maggiore insicurezza, pur di arrecar danno all’unico presidio sociale presente. Mettere a rischio l’incolumità di tutte le persone che si trovano ad attraversare quella zona di Collemaggio è un prezzo che la ASL, responsabile della salute pubblica, è evidentemente disposta a pagare.

Non piegheremo la testa di fronte al disprezzo e all’ipocrisia del potere, l’unica cultura di cui può ritenersi capitale l’amministrazione comunale coi suoi sodali. Continueremo, in autogestione ed autofinanziamento, a fare luce, in senso metaforico e concreto, nel buio sociale che fa tanto comodo al potere!
CaseMatte non è solo un luogo, è un ideale di una società, di una politica, di una cultura differenti; provare a farci il vuoto intorno, a spegnere la nostra voce critica ed infine a sgomberarci, non darà nessun risultato, anche se chi ci governa sembra pensare il contrario. Pertanto, invitiamo tutte le persone che già vivono e attraversano CaseMatte, così come chi ne riconosce il valore e chi vorrà scoprirlo, a partecipare con ancora più forza alle iniziative in corso e a proporne di nuove. Per chi vuole vederlo, c’è un sentiero percorribile tra i miseri margini della speculazione e dell’abbandono: continuiamo insieme a illuminare Collemaggio con idee, socialità e libertà.