Revoca gara bonifica Bussi, Forum H2O: “Ecco dossier che smentisce Ministero”

Il Forum H2O, ha presentato quello che ha definito il “Dossier Bussi, la scandalosa storia delle discariche 2A e 2B”, documento inviato la scorsa settimana al Ministero dell’Ambiente e a diversi altri enti nazionali e locali.

“Nel dossier, – spiegano Renato Di Nicola, Augusto De Sanctis, Beppe Racaniello, – sono allegati anche documenti inediti che dimostrano la totale infondatezza dei rilievi tecnici che sarebbero alla base della revoca della gara di appalto per la bonifica delle discariche 2A e 2B, tra cui i documenti originali che attestano, smentendo il Ministero dell’Ambiente, la presenza dell’impermeabilizzazione delle aree di stoccaggio e l’elenco dei siti di smaltimento.” Si tratta di un dossier di 20 pagine inviato a vari enti che svela i “macroscopici errori romani che ritardano sine die, la bonifica. Il ricorso della Edison in Cassazione – proseguono – apre un’altra falla per le velleità del ministero.” La multinazionale, infatti, ha deciso di rivolgersi alla Cassazione dopo che a marzo era stata riconosciuta la fondatezza dell’ordinanza con cui la Provincia di Pescara individuava la stessa Edison quale responsabile dell’inquinamento del sito. Per i legali della Edison esistono motivi di annullamento riguardanti la giurisdizione.

Il ministero dell’Ambiente, come noto, aveva avviato qualche giorno fa, la revoca del bando per la bonifica. Ora la vincitrice ha 15 giorni di tempo per le controdeduzioni.
Il ministero dell’Ambiente ha inviato nei giorni scorsi una comunicazione all’Ati Dec Deme per ufficializzare l’avvio del procedimento amministrativo di revoca dell’assegnazione del bando di bonifica per la discarica 2A/2B dei mega veleni della Montedison di Bussi sul Tirino. Alla società i dirigenti ministeriali hanno concesso 15 giorni di tempo per opporsi e contro dedurre le motivazioni alla base del procedimento di revoca avviato. Il ministero dovrà valutare eventuali osservazioni della ditta ed emanare il provvedimento finale del procedimento.

Intanto la Regione ha chiesto formalmente al ministero dell’Ambiente la restituzione del milione e mezzo di euro versato per la gara sulla bonifica delle discariche 2a e 2b: l’ente contesta i rilievi del consiglio superiore dei lavori pubblici che stanno alla base dell’annullamento d’ufficio predisposto dal dicastero e contro il quale protestano associazioni, Comune di Bussi e giunta regionale.

La nota del Forum H2O

Il Forum H2O la scorsa settimana ha inviato un corposo dossier, di 20 pagine, a vari enti che, dicono Augusto De Sanctis, Renato Di Nicola e Beppe Racaniello, carte alla mano, smentisce su tutta la linea la ricostruzione che il Ministero dell’Ambiente ha usato per revocare la gara da 45 milioni di euro per la bonifica delle discariche 2A e 2B a Bussi. 

Una vicenda complessa, annosa e intricata che deve trovare soluzione visto che, dicono dal Forum, intanto lì continuano ad essere presenti sostanze cancerogene e pericolose per la pubblica incolumità.

L’appalto, che prevedeva finalmente la rimozione completa e il trasporto in discarica di centinaia di migliaia di mc di rifiuti pericolosi e non pericolosi e del terreno sottostante contaminato, era stato indetto dal Commissario di Governo Adriano Goio nel dicembre 2015 dopo che il progetto era stato vagliato da vari enti tra cui l’ARTA. Dopo la morte del Commissario il Ministero dell’Ambiente era subentrato nella gestione della procedura aggiudicando il 7 febbraio 2018 definitivamente la gara per 38 milioni di euro ad un’associazione temporanea d’imprese.

A giugno 2018 la Provincia di Pescara aveva individuato in Edison il responsabile della contaminazione, a cui sarebbero state quindi accollate le spese della bonifica anticipate dallo Stato, come espressamente previsto dal bando di gara del Commissario (e qui cade qualsiasi rilievo che qualcuno improvvidamente avanza sul fatto che Edison non possa essere chiamata a rifondere le spese). Inoltre era stato firmato un accordo di programma tra Ministero, Regione Abruzzo e Comune di Bussi centrato proprio sull’esecuzione dei lavori appaltati.

Il Forum H2O aveva però svelato, divulgando una lettera ufficiale del 20 dicembre 2018, che la nuova dirigente ministeriale Distaso aveva espresso l’intenzione di annullare tutto. Era seguita, il 23 gennaio 2019, una smentita tranchant del Ministro Costa che aveva testualmente dichiarato “Su Bussi negli ultimi giorni si sono sentite corbellerie. I 47 milioni per la messa in sicurezza e la bonifica ci sono. Non so chi ha messo in giro la voce che siano stati bloccati o persi. Non è così: è solo stato cambiato il capitolo di spesa“. Quindi tutti rassicurati.

Invece i nuovi dirigenti ministeriali sono andati per la strada che era stata prospettata e pochi giorni fa hanno avviato l’iter della revoca della gara, che prevede una fase di contraddittorio. Qui la prima questione sollevata dal dossier del Forum: la legge sul procedimento amministrativo 241/1990 impone di coinvolgere tutti i soggetti interessati che devono poter accedere alla documentazione e poter esprimere osservazioni sulla procedura prima che sia conclusa. Qui addirittura il Ministero che revoca dichiara ufficialmente di non avere le carte dell’appalto (sic!) e, inoltre, non ha coinvolto i soggetti pubblici che avevano sottoscritto l’accordo di programma, regione e comune, alla faccia della lealtà istituzionale e delle norme. Inoltre, ha già rimandato indietro al Ministero dell’Economia i 45 milioni di euro complessivi, dimostrando un pregiudizio che l’amministrazione pubblica non può avere visto che, sulla base delle osservazioni e controdeduzioni nel frattempo pervenute nella procedura di revoca, potrebbe cambiare idea. Il Comitato VIA regionale, ad esempio, più volte ha approvato un’opera dopo un preavviso di rigetto sulla base delle controdeduzioni degli interessati.

Il dossier prosegue smontando pezzo per pezzo, carte alla mano, la ricostruzione ministeriale che è basata su tre rilievi tecnici che semplicemente non esistono.

Il Forum H2O è in grado di divulgare, infatti, i documenti progettuali che erano stati esaminati dagli enti fin dal 2015, mesi prima della gara.

Da questi documenti risulta inequivocabilmente che:

1)IMPERMEABILIZZAZIONE AREE DI STOCCAGGIO TEMPORANEO DEI RIFIUTI: sia nel testo sia nei disegni è dichiarata l’impermeabilizzazione, con una platea di cemento di 15 cm di spessore e un telo in HDPE. Quindi nel progetto le aree sono assolutamente impermeabili;
2)ELENCO DEI SITI DI SMALTIMENTO: nel documento progettuale c’è addirittura un intero capitolo, il 7, dedicato ai luoghi in cui possono essere smaltiti i materiali, con tanto di elenco delle discariche esistenti autorizzate per accogliere i diversi materiali provenienti da Bussi.
3)L’ANALISI DI RISCHIO, come aveva spiegato l’ARTA già nel 2015, non era necessaria perché il Commissario, per fare presto, aveva scelto la procedura semplificata prevista dalla legge, l’art.242bis del Testo Unico dell’Ambiente, che appunto rende possibile saltare quella fase se si rimuove tutto scegliendo obiettivi di bonifica molto stringenti, più di quelli che risulterebbero con un’Analisi di Rischio. La caratterizzazione, con la procedura semplificata, si fa alla fine della rimozione. Cade così un altro rilievo formulato, quello relativo al fatto che i dati usati dal Commissario fossero risalenti nel tempo.

Il Forum H2O si chiede nel dossier quali elaborati progettuali siano stati usati dal Ministero visto che in quelli esaminati dagli enti nel 2015 questi elementi c’erano. Addirittura l’ARTA aveva inviato la sua analisi tecnica anche al Ministero che non aveva mosso alcuna critica. Eppure se fossero emerse stranezze c’era tutto il tempo per non indire la gara.

Se questi sono i rilievi utilizzati dal Ministero per revocare la gara, a parte le questioni gravissime connesse alla disponibilità della documentazione e alla trasparenza finora negata alla Stazione Ornitologica Abruzzese che aveva richiesto un accesso vincendo anche un ricorso alla responsabile anti-corruzione del Ministero stesso, lo Stato rischia di andare a schiantarsi contro il muro di risarcimenti milionari con il triste risultato di allontanare la bonifica per altri 5-6 anni almeno, il tempo di rifare tutte le analisi, elaborare ed approvare un progetto e poi attuarlo da parte di Edison.

Tra l’altro abbiamo appreso che questa società ha presentato un nuovo ricorso in Cassazione per annullare la sentenza del Consiglio di Stato che confermava la validità dell’ordinanza della Provincia del 2018. Un’altra picconata alle velleità del ministero che, tra l’altro, in questi due anni non è riuscito neanche a far rispettare un’ordinanza che, non essendo mai stata sospesa dai giudici, rimaneva vigente,. Il Ministero riesce a spiegare cosa ha fatto in questi due anni, da giugno 2018 a giugno 2020? Altra stranezza su cui auspichiamo che l’inchiesta aperta dalla Magistratura per omessa bonifica possa fare luce.

Il Forum nel dossier mette a confronto le due strategie. Quella dell’esecuzione della gara è una strategia in cui si vince comunque (si potrebbe dire “win-win”) perché, comunque andranno i ricorsi, alla fine la bonifica integrale ci sarà potendo recuperare anche i fondi dal privato, qualora Edison perda i ricorsi o dovesse essere individuato un altro responsabile (in caso di ricorso vinto). Quella della revoca porta a sicuri ricorsi in cui lo Stato rischia di soccombere pagando milioni di euro di risarcimenti, allontana di anni la bonifica che magari potrebbe essere fatta su presupposti meno conservativi – ad esempio potrebbe essere proposto il “tombamento” in loco come propose Edison per la Tremonti – e, magari, se dovesse perdere i ricorsi di Edison, vi è pure la possibilità che alla fine debba riproporre comunque un progetto di bonifica interamente basato su fondi statali.

Il dossier si chiude con la richiesta di procedere con i lavori della gara aggiudicata fermando ogni revoca in assenza di fatti più gravi che finora non paiono essere emersi. Ovviamente, se il Ministero dovesse andare avanti, il Forum si rivolgerà alla Magistratura a cui chiederà di fare chiarezza sul comportamento dei vari attori in gioco a partire dal Ministero dell’Ambiente che, alla fine, è il soggetto competente per legge per le bonifiche nei Siti Nazionali per le Bonifiche. Ente che dal 2008, anno di istituzione del SIN, non è riuscito a far partire concretamente neanche una bonifica.

Per leggere l’intero dossier clicca sul link sotto

Lettera_Bussi_revoca_gara_2A_2B_29_05_2020_acqua_bene_comune

Il servizio del Tg8

Antonella Micolitti: