Chieti città della salute

Chieti città della salute. L’Amministrazione del Sindaco Di Primio aderisce all’iniziativa “La salute nelle città: bene comune”

L’Amministrazione del Sindaco Di Primio, con delibera di Giunta n. 886, ha aderito all’iniziativa “La salute nelle città: bene comune” che ha come obiettivo il miglioramento dello stato di salute della collettività in termini di prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili derivanti dai non corretti stili di vita.
La Presidente della IV Commissione Consiliare “Servizi Sociali, Sanitari, Pubblica Istruzione, Politiche Giovanili”, Consigliere Comunale Stefania Donatelli, portatrice delle istanze del manifesto, ringrazia il Sindaco e gli Assessori comunali per il supporto al progetto redatto dall’Health City Institute, spazio di studio, approfondimento e confronto indipendente, apartitico e no profit, nato come risposta civica all’urgente necessità di studiare i determinanti della salute nei contesti urbani.

«Nel corso dello svolgimento della XXXIV Assemblea Nazionale ANCI – commenta il Sindaco Di Primio – è stata affrontata la tematica legata alla promozione della salute nelle città quale bene comune e contestualmente è stata presentata una lettera aperta a noi sindaci nella quale si è richiamata la necessità di adottare misure specifiche per la salute dei cittadini negli ambienti urbani, tali da assurgere a priorità nelle agende e nelle strategie del buon vivere. Considerato che occorre sperimentare nuove azioni per la progettazione, costruzione e gestione delle città con l’obiettivo prioritario di aiutare le persone a vivere una vita sana – prosegue il Sindaco – realizzare sistemi sanitari non incentrati esclusivamente sull’aspetto del trattamento terapeutico conseguente alla diagnosi di dette patologie e che l’amministrazione comunale di Chieti, nel corso degli ultimi dieci anni, ha portato avanti politiche eco-sostenibili in merito alla strategia urbana dei trasporti, del verde cittadino, delle politiche sull’ambiente e dello sport, abbiamo accolto con molto favore la proposta avanzata dalla Presidente della IV Commissione Stefania Donatelli relativa all’adesione al manifesto della salute nelle città».

«Nei prossimi decenni – spiega la Consigliera Donatelli – la popolazione urbana rappresenterà il 70% della popolazione globale, in Italia il 37% della popolazione già risiede nella 14 città metropolitane e il tema della salute sta diventando una priorità di azione amministrativa da parte dei sindaci. A tal proposito l’OMS ha coniato il termine “Healthy City”, che non descrive una città che ha raggiunto un particolare livello di salute pubblica ma una città che è conscia dell’importanza della salute come bene collettivo e che, quindi, mette in atto delle politiche chiare per tutelarla e migliorarla. Il manifesto è costituito da 10 punti e si rifà a quello che l’OMS, nel 1948, definiva “salute” ovvero “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplicemente l’assenza di malattia e di infermità”.

I dieci punti del manifesto – evidenzia la Consigliera – sono così sintetizzabili: 1) diritto ad una vita sana ed integrata nel proprio contesto urbano. Necessità di rendere la salute dei cittadini il fulcro di tutte le politiche urbane; 2) garanzia di un alto livello di alfabetizzazione e di accessibilità all’informazione sanitaria per tutti i cittadini ed educazione sanitaria in tutti i programmi scolastici, con particolare riferimento ai rischi per la salute nel contesto urbano; 3) stili di vita sani nei luoghi di lavoro e nelle famiglie; 4) promozione di una cultura alimentare appropriata attraverso programmi dietetici mirati prevenendo l’obesità; 5) miglioramento dell’accesso alle pratiche sportive e motorie per tutti i cittadini, favorendo lo sviluppo psicofisico dei giovani e l’invecchiamento attivo; 6) sviluppo di politiche locali di trasporto urbano orientate alla sostenibilità ambientale e alla creazione di una vita salutare; 7) creazione di iniziative locali per promuovere l’adesione dei cittadini ai programmi di prevenzione primaria, con particolare riferimento alle malattie croniche trasmissibili e non trasmissibili; 8) necessità di intervenire nella prevenzione per contenere l’impatto delle malattie trasmissibili infettive e diffusive, promuovendo e incentivando i piani di vaccinazione e le profilassi e la capacità di reazione delle istituzioni coinvolte, con la collaborazione dei cittadini; 9) considerare la salute delle fasce più deboli e a rischio quale priorità per l’inclusione sociale nel contesto urbano; 10) studiare e monitorare a livello urbano i determinanti della salute dei cittadini, attraverso una forte alleanza tra Comuni, Università, Aziende sanitarie, Centri di ricerca, industria e professionisti.

 

Fabio Lussoso: