Coronavirus Abruzzo, salgono a 54 i casi positivi. C’è il primo dimesso. Anche giovani in terapia intensiva

Salgono a 54 i casi in Abruzzo. Tutta Italia è zona rossa. Già le prime denunce per i trasgressori al decreto sugli spostamenti.

 

++++NOTIZIA IN CONTINUO AGGIORNAMENTO+++

Ore 22,35 – Coronavirus: in Abruzzo anche giovani in terapia intensiva

Ore 21,45 –  Coronavirus: in Abruzzo 15 nuovi casi resi noti in serata, positivo anche un tampone su un deceduto

Ore 20,45 – Coronavirus Abruzzo: circolo aperto, Polizia denuncia 9 persone Chieti

Ore 20,00 – Marsilio su Rete8 e ANSA: sto bene e lavoro per la regione Abruzzo

Ore 18,30 – Coronavirus Abruzzo, prime denunce per violazione spostamenti

Ore 18.00 –  Pubblicata dal Governo un’utile guida con le FAQ interpretative del decreto. Ecco cosa si può fare e non fare.

Ore 15,56Si può praticare sport all’aperto?

Ore 15,28Marsilio in isolamento: “Sto bene, ma lavoro più di prima”

Ore 15,09Chieti, negativo al tampone di controllo il 32enne ricoverato al Ss Annunziata

Ore 13Ortona: il sindaco attiva uno sportello per l’assistenza psicologica

Ore 10.00 – A Tagliacozzo chiuso il punto di primo intervento

Ore 9,40 –  Miur, sospese attività didattiche fino al 3/4 

Ore 7,15Assalto notturno ai supermercati frutto di disinformazione: restano aperti

Ore 7,00 – Altri sei casi di positività in Abruzzo – Si tratta di un uomo di 70 anni e di una donna di 65 di Città Sant’Angelo (ricoverati a Pescara); di una donna di 49 anni di Arielli, familiare dell’uomo deceduto a Ortona nei giorni scorsi (ricoverata a Chieti); di un uomo di 65 anni di Francavilla al Mare (ricoverato a Chieti); di una donna di 44 anni di Rosciano (ricoverata a Pescara); di un uomo di 52 di Pescara (in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva della Asl). Lo comunica il Servizio Prevenzione e Tutela della Salute della Regione.

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ANSA ORE 21,00 – Al ventesimo giorno dell’era del coronavirus, l’Italia ormai in quarantena da Aosta a Palermo supera la quota simbolo di 10mila contagiati, 1.004 dei quali guariti, e fa registrare il più alto numero di vittime: 168 in un solo giorno, 135 dei quali in Lombardia. Ma non solo. L’aumento del numero complessivo dei malati – 590 in più rispetto a lunedì, per un totale di 8.514 – molto più contenuto rispetto ai giorni precedenti, è dovuto al ritardo dei risultati dei test effettuati dalla Lombardia: dunque non c’è ancora alcun rallentamento del virus.

Ecco perché dalle Regioni del Nord, Lombardia e Veneto su tutte, è arrivato un nuovo appello per un’ennesima stretta: “chiudete tutto per 15 giorni”. I governatori vogliono che restino in funzione solo i servizi essenziali mentre negozi (ad eccezione di quelli di generi alimentari, farmacie e parafarmacie) e attività produttive vengano chiuse subito. “E’ il tempo della fermezza – sono le parole, chiarissime, di Fontana – Bisogna chiudere tutto adesso per ripartire il prima possibile. Le mezze misure non servono”. Parole subito raccolte da Matteo Salvini. “Sto con i governatori e i sindaci che chiedono misure ferme, certe, sicure – dice il leader della Lega – Salvo i servizi essenziali, è necessario chiudere tutto subito”. Richieste alle quali l’esecutivo non dice no, ma prende tempo. “Vi assicuro che il Governo continuerà a rimanere disponibile e risoluto ad adottare tutte le misure necessarie a contrastare con il massimo rigore la diffusione del contagio”, ha detto Conte ai leader dell’opposizione ricordando però la necessità di valutare tutti gli interessi in gioco.

Per il momento dunque le misure in vigore restano quelle previste dal Dpcm annunciato dal premier nella serata di lunedì: tutta Italia è ‘zona protetta’, con restrizioni agli spostamenti possibili solo per motivi di salute, lavoro e necessità. Dal ministro per le Autonomie, Francesco Boccia, arrivano delle rassicurazioni: “nessuno perderà il lavoro perché gli ammortizzatori sociali ci saranno per tutti, da chi ha un solo dipendente a chi ne ha migliaia”, ha detto, aggiungendo che dai parrucchieri o dai dentisti si potrà entrare solo uno alla volta, “con prenotazioni ‘uno ad uno'” e che saranno obbligatori l’uso di guanti e mascherine.

Palazzo Chigi e Protezione Civile, poi, hanno rivolto un appello ai cittadini che, come successo a Milano quando furono annunciate le prime zone rosse, hanno preso d’assalto i supermercati. “Si potrà sempre uscire per acquistare generi alimentari e non c’è alcuna necessità di accaparrarseli ora perché saranno sempre disponibili”, dice Palazzo Chigi. E il commissario Borrelli conferma: “chiedo a tutti di non correre ad accaparrarsi generi alimentari e prodotti per la pulizia e l’igiene, perché questo materiale” non mancherà. Insomma, “i supermercati saranno sempre riforniti, tutto quello che serve sarà sempre a disposizione”.

Piuttosto che prendere d’assalto i negozi di generi alimentari, la prima cosa che tutti i cittadini dovrebbero fare è rispettare le disposizioni indicate dalle autorità. Lo ha ribadito palazzo Chigi con un vademecum, lo ha confermato Borrelli, lo ha ripetuto il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro. “Dove il virus circola meno, se i comportamenti non sono congrui e coerenti con le raccomandazioni, è chiaro che sarà molto difficile modificare le curve; i nostri comportamenti sono un elemento decisivo”, ha spiegato, rivolgendosi in particolare ai giovani. Perché, e questo è un dato che fa riflettere, se è vero che sono gli anziani i più esposti al virus, è altrettanto vero che il 5-7% dei malati ha meno di 30 anni. Una cifra che potrebbe crescere se proprio i più giovani non manterranno i comportamenti adeguati. “Le fasce di età più giovani hanno forme meno gravi e letali dei più anziani – conferma Brusaferro – ma possono comunque infettare gli altri. E’ per questo che devono sentirsi responsabili dei loro comportamenti”.

Al momento il governo insiste dunque sulla ‘consapevolezza’ e sulla collaborazione dei cittadini, anche perché, spiega sempre il presidente dell’Istituto superiore di Sanità, le misure prese sono “non istantanee” e “coerenti con i tempi di incubazione”. Dunque bisogna attendere. Aspettare. Rispettare le indicazioni. E confidare che l’Italia e gli italiani stiano davvero in quarantena. Per vedere finalmente quella curva subire una flessione.

 

 

IL DECRETO SULLA ZONA ROSSA

Bisogna “evitare ogni spostamento” ed “è vietata ogni forma di assembramento” anche all’aperto. Con queste due norme l’Italia, dal 10 marzo al 3 aprile 2020, diventa “zona protetta”: lo “stare a casa” è imperativo. Giuseppe Conte firma un nuovo dpcm che estende a tutto il territorio nazionale le forti limitazioni che l’8 marzo erano state introdotte per la Lombardia e 14 province del Nord Italia. Si fermano così ovunque cinema, teatri, palestre, matrimoni, funerali e nel weekend anche i centri commerciali. Garantita l’apertura di negozi di alimentari e farmacie: si può uscire di casa per fare la spesa. I bar e ristoranti possono aprire solo dalle 6 alle 18. Chi ha più di 37,5 di febbre deve stare a casa.

LAVORO E NECESSITA’ – I cittadini su tutto il territorio nazionale possono muoversi solo per “comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o spostamenti per motivi di salute”. Non si ferma la circolazione delle merci né il trasporto pubblico. E’ possibile andare a fare la spesa. Chi si sposta sul territorio può autocertificare le ragioni per cui lo fa, ma per chi trasgredisce o dichiara il falso sono previste sanzioni che vanno fino all’arresto.

STOP ASSEMBRAMENTI – E’ la novità annunciata da Conte, non prevista fino a ieri neanche nelle zone “arancioni”: basta feste e raduni, sono vietati ovunque assembramenti in luoghi pubblici o aperti al pubblico.

FEBBRE E QUARANTENA – Chi abbia sintomi da infezione respiratoria e febbre maggiore di 37,5 gradi centigradi, è “fortemente raccomandato” di restare a casa e contattare il proprio medico. Il divieto di muoversi è “assoluto” per chi sia stato messo in quarantena o sia positivo al virus.

FERMO IL CAMPIONATO, NON LE COPPE – Si fermano tutti gli sport, incluso il campionato di calcio, ma possono tenersi a porte chiuse competizioni internazionali. Gli atleti professionisti e olimpici possono allenarsi.

PALESTRE NO, PARCHI SI’ – Sono chiuse le palestre, ma si può fare sport all’aria aperta rispettando la distanza di un metro. Chiuse piscine, centri benessere, centri termali, centri culturali e ricreativi.

CHIUSI GLI IMPIANTI DA SCI – Piste chiuse in tutta Italia.

FERIE E CONGEDI – Si “raccomanda” ai datori di lavoro pubblici e privati di promuovere la fruizione di ferie e congedi. Sono invece sospesi i congedi dei medici. E’ applicabile il lavoro agile anche in assenza di accordi aziendali.

STOP SVAGHI – Sospese tutte le manifestazioni e gli eventi: fermi i cinema, teatri, pub, scuole da ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche. Chiusi musei e siti archeologici.

BAR E NEGOZI – Bar e ristoranti possono aprire solo dalle 6 alle 18 con obbligo di garantire la distanza di almeno un metro, pena la sospensione dell’attività. La regola della distanza vale per tutti i negozi che possono stare aperti ma se sono all’interno dei centri commerciali chiudono nei weekend. Nessun fermo per alimentari, farmacie e parafarmacie.

FERME SCUOLE E ESAMI PATENTE – Scuole e università restano chiuse fino al 3 aprile. Stop a tutti i concorsi, tranne quelli per titoli o per via telematica, si fermano anche gli esami per la patente. Unica eccezione i concorsi per i medici.

LE CHIESE – I luoghi di culto possono aprire solo se in grado di garantire la distanza di almeno un metro: sospese le cerimonie civili e religiose, inclusi i funerali.

Antonella Micolitti: