Atri, dialogo interreligioso tra il vescovo e l’imam

Atri, dialogo interreligioso tra il vescovo e l’imam sulle possibilità di costruire l’integrazione. Un’iniziativa che ha visto protagonisti, nel teatro di Atri, il Centro Servizi per il Volontariato della provincia di Teramo, l’istituto di istruzione superiore “Zoli” e la Scuola Civica “Claudio Acquaviva”

 

Come è possibile costruire l’integrazione tra credenti di religioni diverse? Qual è la strada per aprirsi all’ altro, in un percorso di solidarietà e fratellanza? Chi strumentalizza le religioni per disseminare odio, violenza e morte? Sono stati questi alcuni degli interrogativi, spesso posti dagli stessi studenti, emersi durante l’incontro svoltosi questa mattina, nel teatro comunale di Atri, per iniziativa del Centro Servizi per il Volontariato della provincia di Teramo, dell’istituto di istruzione superiore “Zoli” e della Scuola Civica “Claudio Acquaviva”.

L’incontro, che rientra nel progetto “Scuola e volontariato” del CSV, ha visto la partecipazione di numerosi studenti i quali, nel corso del dibattito, hanno potuto ascoltare gli interventi di Ezio Sciarra, già preside della facoltà di Scienze Sociali all’Università degli Studi “G. D’Annunzio” Chieti-Pescara; Mustapha Baztami, imam della Comunità Islamica-Abruzzese; e Michele Seccia, vescovo della Diocesi Teramo-Atri. Durante l’incontro, introdotto dalla dirigente dell’istituto Zoli, Daniela Magno, sono interventi anche il presidente della Scuola Civica, Claudio Mizii,  e il vice sindaco di Atri Piergiorgio Ferretti.

“Riconoscere all’altro la mia stessa dignità – ha detto nel suo intervento il vescovo Seccia – è questo il succo del discorso che deve stare alla base del dialogo tra religioni. L’invito è ad incontrare il nostro simile e a condividere con lui l’umanità, confrontandosi su quello che è possibile costruire insieme in favore degli altri”. “Il Corano dice che abbiamo l’obbligo di trovare i mezzi adeguati a comunicare con gli altri – ha sottolineato l’imam Baztami – e soprattutto a rispettarli non facendo nulla che non vorremmo fosse fatto a noi stessi. Chi uccide un uomo in nome della religione è come se uccidesse tutta l’umanità”. “Il senso di quest’incontro – ha concluso il presidente del CSV di Teramo, Massimo Pichini – è stato quello di invitare i ragazzi ad essere protagonisti della propria vita e non diventare mai strumento di altri”.

Fabio Lussoso: