Teramo, 1 milione di euro la riqualificazione di Largo Madonna delle Grazie

La Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Chieti e Pescara realizzerà, con un finanziamento di 1 milione di euro, l’intervento di riqualificazione di Largo Madonna delle Grazie a Teramo.

La responsabilità del procedimento è stata affidata all’architetto Antonio Zunno, funzionario della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province A Brindisi Lecce e Taranto. La progettazione è stata aggiudicata al raggruppamento temporaneo di professionisti guidato dall’architetto Nicola Di Biase.

La direzione del lavori sarà affidata all’architetto Roberto Orsatti, funzionario della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Chieti e Pescara e la direzione scientifica dell’intervento sulla configurazione dell’area archeologica al funzionario archeologo Vincenzo Torrieri della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Chieti e Pescara.

La Soprintendenza spiega che” Il tema della valorizzazione delle aree archeologiche di per sé richiede un approccio tecnico che tenga in conto della peculiarità del sito, contemperando le esigenze di conservazione e quelle relative alla condivisione e comunicazione dei contenuti.

Nel caso della domus romana di Largo Madonna delle Grazie si affronta il tema della presenza archeologica in ambito urbano della quale negli anni è stata veicolata una immagine soffocata e non rilevante in un invaso urbano caratterizzato da numerose presenze architettoniche che non dialogano né con il contesto né con l’area archeologica.

Il tema che si vuol tentare di risolvere, in sinergia con l’Amministrazione Comunale, è riportare la centralità dell’episodio archeologico mediante l’uso dello spazio consapevole in coerenza con la realtà culturale che ospita restituendo anche il giusto equilibrio tra la domus e la basilica della Madonna delle Grazie, tra la domus e il parco adiacente, oggi interdetto dalla cesura operata dalla zona del parcheggio.

Mai come in questo caso, l’intervento parte dalla sostituzione dell’attuale tettoia in ferro e si proietta verso la candidatura a luogo di aggregazione per la città, intorno al tema della valorizzazione dell’area archeologica.

Lo sforzo che è stato richiesto allo studio di progettazione selezionato è stato quello di concepire un oggetto diverso, osando anche nelle linee e nei materiali affinché l’inserimento nella scena urbana fosse leggero e allo stesso tempo non autoreferenziale.

La proposta recepisce la ratio dell’intervento proponendo una lama riflettente, una superficie specchiata che trasporta l’immagine del sito archeologico in un’altra dimensione orizzontale parallela e che invita il fruitore a confrontarsi con essa nella stessa proiezione ribaltata.

La nuova copertura perseguirà sia la funzione di protezione che quella didattica di rilettura della domus, ponendosi con leggerezza nello spazio della piazza senza frapporsi come un ostacolo, ma diventando permeabile allo sguardo da e verso l’area verde.

La basilica stessa e la quinta architettonica che la circonda, oltre che traguardare verso l’asse del corso principale. La ricucitura dello spazio sarà perseguita anche attraverso l’eliminazione progressiva dei parcheggi, degli edifici incongrui in testa al vertice geometrico della piazza e, unitamente alla rimodulazione del suolo attraverso l’uso di nuovi materiali, restituirà una immagine nuova e maggiormente attrattiva della porzione della città rimasta sino ad oggi inespressa”.

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Gigliola Edmondo: