Chiusa la fase delle audizioni sulla riforma del sistema idrico, in Abruzzo si va verso la riduzione dei gestori pubblici da sei a due. Il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri: “Due sub ambiti lungo una linea che divide il bacino del Gran Sasso da quello della Maiella”
In Abruzzo si chiude una fase e se ne apre un’altra, forse decisiva. Le audizioni sulla riforma del sistema idrico sono ormai alle spalle: resta sul tavolo una scelta che pesa, tra equilibrio territoriale, sostenibilità economica e gestione pubblica di una risorsa essenziale. Il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, è il primo firmatario di una proposta di legge che punta a ridisegnare profondamente la geografia dell’acqua in regione.
La direzione è tracciata: ridurre da sei a due i gestori pubblici, aggregando le attuali realtà in due grandi sub ambiti. Una linea ideale attraverserebbe l’Abruzzo separando il bacino del Gran Sasso da quello della Maiella. Da un lato Teramo e parte dell’Aquila, con Ruzzo Reti, Gran Sasso Acqua e Consorzio Acquedottistico Marsicano; dall’altro Pescara, Chieti e Alto Sangro, con Aca, Sasi e Saca.
Non è solo una questione di numeri. È, piuttosto, una risposta a un sistema che – secondo la proposta di legge numero 72 – non regge più nella sua frammentazione.
“Sei ambiti non sono sostenibili” è la sintesi netta del Presidente Sospiri che insiste su un punto: mantenere pubblica la gestione, ma renderla più efficiente, capace di sostenere investimenti e garantire tariffe eque.
Il passaggio in Commissione, guidato dai presidenti Emiliano Di Matteo e Vincenzo D’Incecco, ha rappresentato l’ultimo momento di confronto aperto. In aula sono arrivate le voci dei Comuni, dei consumatori, delle associazioni. Posizioni diverse, ma un terreno comune: la necessità di non perdere di vista qualità del servizio e tutela degli utenti.
Ora si entra nella fase più politica e concreta: gli emendamenti dovranno arrivare entro il 7 maggio. Poi toccherà al Consiglio regionale decidere.
I tempi sono stretti, anche perché sullo sfondo incombe la fine della stagione del PNRR e la necessità di non perdere risorse fondamentali per le infrastrutture idriche.
Il Presidente Sospiri non lascia spazio a equivoci: o la riforma passa, o si aprirà la strada alle gare. E quella, avverte, potrebbe essere una partita meno favorevole per gli abruzzesi. La sfida, dunque, è tutta qui: dimostrare che il pubblico può funzionare, senza alibi e senza rinvii.
Tra equilibrio dei territori e sostenibilità economica, l’Abruzzo è chiamato a scegliere come gestire la sua acqua per i prossimi decenni. E questa volta, più che mai, non può permettersi di sbagliare.
