Pescara: manifestazione contro intimidazioni e degrado

Il 15 maggio in via Tavo a Pescara si svolgerà l’iniziativa promossa per esprimere solidarietà a Domenico Pettinari, dopo minacce e tensioni nei quartieri più difficili della città. Il consigliere comunale civico afferma: «È una battaglia collettiva, senza bandiere politiche»

La risposta della città alle intimidazioni e al clima di paura passa da una mobilitazione pubblica. A Pescara le periferie scendono in strada per chiedere legalità e sicurezza: l’appuntamento è fissato per il 15 maggio alle ore 18 in via Tavo, al civico 229 (dietro l’Istituto Aterno Manthonè) , nel cuore di Rancitelli, una delle zone più complesse del capoluogo adriatico.

A promuovere l’iniziativa è il consigliere comunale civico Domenico Pettinari che ha scelto come simbolo dell’evento l’immagine di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, figure emblematiche della lotta alla mafia. Una scelta che sottolinea il significato profondo della manifestazione: una presa di posizione netta contro ogni forma di criminalità e contro le intimidazioni che, negli ultimi tempi, hanno colpito cittadini e istituzioni.

«È la risposta alle minacce vili rivolte a chi ha scelto di non piegarsi», spiega Pettinari, facendo riferimento sia agli episodi che coinvolgono direttamente il territorio di via Tavo, sia alle intimidazioni subite personalmente. Da settimane il consigliere denuncia una situazione critica, segnata da episodi di spaccio, degrado urbano e tensioni sociali, più volte documentati anche a livello nazionale.
Accanto a lui, il giorno della manifestazione, ci sarà anche Francine Diane Gillissen, residente che da anni denuncia pubblicamente ciò che accade nel suo quartiere, diventando un simbolo di resistenza civile. La sua storia rappresenta, secondo gli organizzatori, il volto più autentico di una comunità che non intende arrendersi.

Negli ultimi mesi, la zona è stata al centro di operazioni delle forze dell’ordine e di interventi repressivi, ma il senso di insicurezza resta diffuso tra i residenti. Una situazione che ha spinto lo stesso Consiglio comunale a esprimere solidarietà unanime a Pettinari, chiedendo maggiori tutele per il consigliere dopo le minacce ricevute.

La manifestazione del 15 maggio nasce dunque come un appello alla partecipazione collettiva. «Non è una battaglia personale, ma di tutti», ribadisce Pettinari, sottolineando la volontà di tenere l’evento lontano da logiche di appartenenza politica. Niente simboli di partito, ma una mobilitazione aperta a cittadini, associazioni e rappresentanti istituzionali uniti da un unico obiettivo: difendere la legalità.

Un’iniziativa che punta a dare voce soprattutto ai più fragili – anziani, famiglie, persone sole – spesso costretti a convivere quotidianamente con situazioni difficili e a subire in silenzio. La marcia vuole rompere proprio quel silenzio, trasformando la paura in partecipazione e presenza attiva sul territorio.

Pescara si prepara così a un momento di forte valore simbolico e civile, con l’auspicio che dalla mobilitazione possa nascere una risposta concreta e condivisa contro criminalità e degrado.