Dopo quasi dieci anni di assenza, il Fratino è tornato a nidificare sulle spiagge di Pescara: importante la collaborazione tra i volontari del Progetto SalvaFratino Abruzzo e gli Enti presenti sul territorio
I volontari del WWF e le Guardie volontarie del WWF, nell’ambito del Progetto SalvaFratino Abruzzo, realizzato in collaborazione con l’Area Marina Protetta Torre di Cerrano e altre associazioni del territorio, hanno prontamente segnalato il nido agli Enti competenti e hanno monitorato l’area interessata quotidianamente fino a verificare la sopravvivenza dei piccoli nati di Fratino, riuscita solo per uno. Ne possiamo dare notizia ora che il piccolo si è involato.
Il Progetto SalvaFratino Abruzzo è finalizzato alla tutela e al monitoraggio di questa specie particolarmente fragile, minacciata dalla forte pressione antropica. Le attività comprendono controllo, protezione e sensibilizzazione, con particolare attenzione alla salvaguardia del Fratino dalla pulizia meccanica delle spiagge e dal disturbo causato dalla presenza non controllata di persone e animali.
Tale successo è stato possibile anche grazie alla collaborazione con gli Enti del territorio con i quali i contatti sono stati continui: la Guardia Costiera – Capitaneria di Porto di Pescara per i primi sopralluoghi effettuati; il Comune di Pescara – Servizio Tutela del Mondo Animale – che ha emanato un’ordinanza per la tutela della specie, introducendo il divieto di transito nell’area di nidificazione, di condurre o lasciare liberi animali d’affezione e di attuare comportamenti che possano disturbare il Fratino; la Pulizia Municipale Ambiente che è intervenuta con tempestivi sopralluoghi dopo la schiusa delle uova; il Nucleo Carabinieri Forestale di Pescara che ha provveduto con i propri agenti a controlli frequenti al nido; il Comando Militare Esercito Abruzzo e Molise che ha tutelato l’area di nidificazione ritardando la pulizia della spiaggia. Si tratta di segnali concreti di attenzione verso una presenza particolarmente fragile, che merita di essere salvaguardata lungo il litorale abruzzese. A tutti gli Enti coinvolti va un sentito ringraziamento, così come ai cittadini che hanno fatto pervenire notizie e seguito la presenza dei fratini con rispetto, sensibilità e senso di responsabilità.
I volontari del Progetto SalvaFratino Abruzzo dal mese di marzo stanno monitorando tutta la costa abruzzese e hanno individuato nidi anche in altri comuni inviando segnalazioni agli Enti competenti. Come ogni anno, inoltre, è stata trasmessa a tutte le amministrazioni della costa abruzzese una nota contenente indicazioni per la gestione dell’arenile, delle attività di pulizia e della fruizione turistica durante il periodo riproduttivo della specie.
Purtroppo, si devono registrare anche atti di vandalismo sulle uova deposte, predazione da parte di cani lasciati vaganti sulla spiaggia e distruzione di nidi a causa della pulizia meccanica delle spiagge: tutti comportamenti che peraltro configurano veri e propri reati ai danni di una specie protetta.
Ogni anno sono sempre meno i nidi di Fratino censiti e se vogliamo che il Fratino sopravviva sulla costa abruzzese è necessario che le amministrazioni comunali programmino correttamente le pulizie delle spiagge, i balneatori informino tempestivamente le autorità competenti o i volontari del Progetto SalvaFratino Abruzzo quando registrano la presenza del piccolo trampoliere nelle loro aree in concessione, le forze dell’ordine svolgano controlli sulle spiagge e ognuno di noi, quando si reca in spiaggia, stia attento a non calpestare o disturbare nidi, uova e pulli.