Pescara: due premi Nobel alla seconda edizione di “PescaraScienza”

Oggi e domani torna “PescaraScienza”, il festival della ricerca e della divulgazione scientifica organizzato da “ScienzAperta ETS”. Tra gli ospiti della seconda edizione anche Michel Mayor e Roger Penrose, premi Nobel per la Fisica.

La prima giornata della seconda edizione del Festival della Ricerca e della Divulgazione Scientifica “PescaraScienza” si è aperta all’Aurum di Pescara con un dibattito animato dall’astronomo Michel Mayor, premio Nobel per la fisica nel 2019.

Lo scienziato è stato premiato per la scoperta di 51 Pegasi b, il primo pianeta extrasolare, orbitante attorno a una stella simile al Sole. Partendo dalla sua scoperta, il professore ha affrontato temi ben più ampi, dalle onde gravitazionali alle prossime conquiste dell’uomo nello spazio.

“Dai dati alla filosofIA”, con un focus sull’intelligenza artificiale, sarà il tema della seconda giornata del festival, al quale parteciperà in collegamento per la seconda giornata di lavori anche Roger Penroe, matematico e fisico britannico, premio Nobel per la fisica nel 2020 con una teoria collegata ai buchi neri.

Mayor è uno dei protagonisti assoluti dell’astronomia contemporanea. Astrofisico svizzero, nato a Losanna nel 1942, è professore emerito dell’Università di Ginevra. Il suo nome è legato a una delle scoperte più rivoluzionarie della scienza moderna: nel 1995, insieme a Didier Queloz, individuò 51 Pegasi b, il primo esopianeta scoperto in orbita attorno a una stella simile al Sole. Per questa svolta storica, che ha cambiato profondamente la nostra visione del cosmo e ha aperto la strada alla moderna ricerca sui pianeti extrasolari, Michel Mayor ha ricevuto il Premio Nobel per la Fisica 2019, condiviso con Queloz.

Penrose è una delle figure più influenti della fisica teorica e della matematica contemporanea. Matematico e fisico britannico, nato nel 1931 a Colchester, è professore emerito di Matematica all’Università di Oxford e ha segnato in modo profondo lo studio della relatività generale, della cosmologia e dei buchi neri. Il suo nome è legato a risultati che hanno cambiato la comprensione dell’universo, in particolare ai lavori che hanno mostrato come la formazione dei buchi neri sia una conseguenza robusta della teoria della relatività generale di Einstein. Per questo contributo fondamentale ha ricevuto il Premio Nobel per la Fisica 2020, riconoscimento che ne ha consacrato il ruolo centrale nella scienza del nostro tempo.

Le due giornate saranno aperte al pubblico e alle scuole, ma anche a scienziati, ricercatori e divulgatori.