Omicidio a Montesilvano: è caccia al killer

Caccia al killer autore dell’omicidio di Montesilvano avvenuto in un ristopub. L’autopsia conferma: Bevilacqua freddato da un colpo di fucile al volto.

E’ caccia aperta da parte delle forze dell’ordine per risalire al killer, all’autore del brutale omicidio avvenuto Montesilvano, nel ristopub ” BirraMi” di via Verrotti, nella notte tra venerdì 15 e sabato 16 settembre. Intanto l’esito dell’esame autoptico, sul corpo della vittima, Antonio Bevilacqua, 21 anni di Montesilvano, eseguito ieri ha confermato quanto emerso dai primi accertamenti. Dall’autopsia, durata cinque ore ed effettuata, all’obitorio dell’ospedale “Santissima Annunziata” di Chieti, dal medico legale Giuseppe Sciarra, emerge che l’assassino ha freddato il giovane con un solo colpo al volto che non gli ha lasciato scampo, uccidendolo all’istante. ll killer avrebbe usato un fucile a proiettili multipli. Sono stati eseguiti, come da prassi, anche prelievi di campioni per le successive analisi di laboratorio. Le risultanze dell’autopsia serviranno agli inquirenti per chiarire ulteriormente la dinamica dei fatti e accertare il tipo di arma utilizzato. I carabinieri della compagnia di Montesilvano, guidati dal comandante Vincenzo Falce e coordinati dalla Procura di Pescara, stanno svolgendo le indagini e stanno analizzando attentamente, con l’ausilio di esperti, le immagini registrate dalle telecamere per la videosorveglianza che mostrano un uomo che, a volto coperto ed armato di fucile, ha fatto irruzione nel locale e ,con precisione estrema e sangue freddo, ha ucciso Antonio Bevilacqua. I militari dell’Arma non escludono alcuna ipotesi come  quella del tragico epilogo di una lite avvenuta un’ora prima dell’omicidio. Secondo alcuni parenti e conoscenti della vittima, che da bambino era arrivato in Abruzzo con la famiglia da Melfi, la sua città natale che si trova in provincia di Potenza, si tratta di una esecuzione inspiegabile ma sicuramente qualcuno ce l’aveva con lui. Nulla, però, sembra che facesse presagire quanto avvenuto: venerdì la famiglia Bevilacqua aveva festeggiato in un ristorante il ritorno del capostipite e padre di Antonio, Vincenzo Bevilacqua, il quale aveva ottenuto un permesso di 6 ore, dopo un lungo periodo di reclusione in carcere. I residenti della zona di via Verrotti lamentano la mancanza di sicurezza e parlano di altri spari avvenuti durante altre notti e di episodi di microcriminalità e di degrado sollecitando nuovamente che vengano potenziati i controlli delle forze dell’ordine.

IL SERVIZIO DEL TG8:

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Gigliola Edmondo: