Mare Arta: “No alle analisi fai da te”

Mare Arta: “No alle analisi fai da te” ed anche maggior rispetto per il lavoro svolto dal principale ente istituzionale di riferimento per quel che riguarda il monitoraggio sulla qualità dell’acqua. L’Arta si difende ed attacca soprattutto alla luce delle tante critiche piovutegli addosso negli ultimi tempi.

In una conferenza stampa, alla presenza dei dirigenti dell’agenzia ed anche di alcuni dirigenti della Regione, il direttore generale Mario Amicone ha ribadito quelle che sono le funzioni dell’Arta difendendo le metodologie che vengono utilizzate nelle procedure di prelievo, analisi e diffusione dati. Procedure tra l’altro stabilite a conclusione di un tavolo tecnico intorno al quale si sono seduti tutti i sindaci dei comuni della costa abruzzese. Calendarizzazione, punti di prelievo e tempistica definiti e certificati, in particolare la tempistica: entro 48 ore, in caso di esito negativo, il dato viene inviato per e mail al sindaco del Comune dove si é fatto il prelievo, in caso di esito positivo c’é un tempo burocratico da rispettare di almeno 5 giorni lavorativi entro i quali i risultati vengono pubblicati anche sul sito dell’Arta. Tutto viene svolto a norma di legge, come nel caso del tempo che intercorre dal prelievo all’analisi, entro 4 ore dice la norma e non come qualcuno ha detto nei giorni scorsi, entro due ore. Inoltre, come ente istituzionale, il principale compito é quello della salvaguardia della salute pubblica e gli unici referenti sono Regione e Comuni e da qui la frecciata ad alcune associazioni di categoria che si sono affidate ad analisi private del tutto discutibili o che pretendono di avere i risultati in tempo reale:

“Non possono pretendere certi balneatori di ricevere informazioni in anticipo rispetto ai sindaci, non é nostro compito farlo abbiamo delle regole da rispettare – dice Amicone – siamo un ente istituzionale e come tale ci dobbiamo comportare.”

Il Direttore Tecnico Giovanni Damiani sottolinea poi l’aspetto della validità delle metodologie adottate:

“Ognuno può verificare la tracciabilità dei nostri interventi, dal momento in cui i nostri tecnici escono per fare i prelievi, l’obbligo di raccolta ad 80/100 centimetri di profondità, punti prestabiliti, conservazione delle provette in borse frigo, rientro in laboratorio, lettura delle analisi e comunicazione tempestiva secondo metodologie severe a tal punto che i nostri tecnici vengono a loro volta essi stessi periodicamente controllati.”

Guarda il servizio del Tg8:

https://www.youtube.com/watch?v=GdgT–0hJ3I

Luca Pompei: