Polemiche dopo lo stanziamento della Regione destinato all’impianto del trattamento dei rifiuti di Città Sant’Angelo, Terra Verde. “Non sarà un intervento risolutivo, perchè la bonifica riguarderà solo una parte dei rifiuti. Il sindaco non legge gli atti o racconta una versione incompleta”
La denuncia arriva da una conferenza stampa congiunta del Vicepresidente del Consiglio Regionale Antonio Blasioli e del Gruppo Consiliare Città Sant’Angelo Visione Comune. Di seguito il testo del comunicato.
La notizia dello stanziamento di circa 587 mila euro per il sito Terra Verde di Piano di Sacco è stata raccontata come la conclusione di una lunga vicenda. In realtà, leggendo con attenzione gli atti, emerge un quadro che richiede alcune precisazioni, in quanto si tratta di un intervento importante ma di certo non risolutivo.
Intanto è bene chiarire un primo punto: le risorse in questione non sono state stanziate dalla Regione, ma derivano dall’escussione della polizza fideiussoria della società, per un importo pari a € 587.104,00, come riportato nella determina DPC026/215 del 13.08.2025.
E proprio a questo proposito vale la pena ricordare che fummo proprio noi a sollevare in sede istituzionale il problema della copertura assicurativa. Nella II Commissione Ambiente del Consiglio Regionale d’Abruzzo, riunita il 30 novembre 2023, emerse infatti chiaramente – nel confronto con il Servizio gestione rifiuti e bonifiche della Regione e con i rappresentanti della società – che «la società non aveva in corso una fideiussione valida e che gli incendi del 2023, sostanzialmente, non avevano copertura assicurativa». Solo dopo quella Commissione che avevamo richiesto venne richiesta la nuova polizza.
Ma il punto centrale è un altro e riguarda cosa si farà concretamente con queste risorse.
Gli atti regionali parlano chiaro: nel sito sono presenti circa 5.600 tonnellate di rifiuti, in gran parte stoccati all’esterno del capannone e in misura superiore alla potenzialità autorizzata. La procedura avviata con la determina DPC026/215 del 13 agosto 2025, però, individua come intervento prioritario un quantitativo pari a 1.922,25 tonnellate, determinato proprio sulla base della potenzialità massima istantanea autorizzata all’impianto.
È su questo perimetro che è stata costruita la gara pubblica e il successivo affidamento all’operatore economico risultato aggiudicatario.
Il dato, quindi, è molto semplice: l’intervento non riguarderà tutti i rifiuti presenti, ma solo una parte. Dato che il totale stimato ammonta a circa 5.600 tonnellate e l’appalto interesserà 1.922,25 tonnellate, resteranno nel sito oltre 3.500 tonnellate da smaltire, quasi il doppio del quantitativo che verrà rimosso.
Ed è proprio questo il nodo che non può essere aggirato. Non ci troviamo di fronte alla risoluzione definitiva della vicenda, ma soltanto a un primo intervento, parziale, limitato dalle risorse disponibili e circoscritto ai quantitativi individuati negli atti.
Resta quindi una domanda molto concreta: chi si occuperà dei rifiuti che non rientrano in questo intervento e in quali tempi si arriverà alla rimozione totale?
Il sito è interessato da una procedura di liquidazione giudiziale e da una procedura esecutiva connessa alla vendita del compendio. Stando agli atti, per il restante quantitativo di rifiuti, allo stato attuale non è definito alcun percorso certo di rimozione.
La gestione della parte residua dovrebbe quindi essere legata ai passaggi successivi di queste procedure e, in particolare, al soggetto che si aggiudicherà l’impianto. Stiamo continuando a monitoraregli atti per capire chi si è aggiudicato il lotto, ben sapendo che ci saranno altre 3500 tonnellate di rifiuti da rimuovere. Ad oggi senza l’aggiudicazione non avremo tempi precisi per la messa in sicurezza definitiva del sito e questo significa affrontare un’altra estate con il rischio incendi, come negli anni passati, per cui non può essere abbassata la guardia. In questo momento, peraltro, abbiamo un sito pieno di rifiuti abbandonati, senza vigilanza e senza alcuna assicurazione.
Per questo riteniamo che sia necessario riportare la discussione su un piano di verità. Parlare oggi di conclusione della battaglia non corrisponde a quanto emerge dagli atti, che testimoniano invece un lavoro squisitamente amministrativo per cui ringraziamo il Servizio Gestione Rifiuti e Bonifiche del Dipartimento Territorio – Ambiente della Regione Abruzzo.
Ci aspetteremo dunque maggiore chiarezza anche da parte del Sindaco Perazzetti. Perché, di fronte a numeri e documenti così evidenti, presentare questa fase come la soluzione definitiva significa, nel migliore dei casi, non aver letto fino in fondo gli atti,nel peggiore, raccontare volutamente una realtà parziale.
Continueremo a seguire la vicenda nel merito, perché qui non è in gioco una narrazione, ma la sicurezza e la salute di un intero territorio.