Pescara: Pettinari: “La scuola di Via Sacco trasformata in una stanza del buco”

Il cantiere della scuola “Don Milani” di Via Sacco a Pescara, diventato un ritrovo di disperati e di drogati. Accuse all’amministarzione comunale.

Domenico Pettinari, Massimiliano Di Pillo e Giovanni D’Andrea – rispettivamente presidente e consiglieri comunali del Movimento Politico “Pettinari per l’Abruzzo” – denunciano la drammatica situazione di abbandono in cui versa il cantiere della scuola Don Milani di via Sacco a Pescara. Nel comunicato, che riportiamo di seguito, gli esponenti politici puntano il dito sull’amministrazione comunale accusata di immobilismo. Una situzione che ha favorito lo stato di degrado e abbandono della struttura, regno di senza tetto e tossicodipendenti.

IL COMUNICATO

“I lavori per la realizzazione della struttura, avviati circa tre anni fa tra annunci e promesse, si sono arrestati senza alcuna spiegazione, lasciando dietro di sé un edificio incompiuto e abbandonato al degrado più totale. In questi lunghi mesi di immobilismo, il tempo e l’incuria hanno fatto il loro corso: le strutture già realizzate sono state gravemente compromesse da infiltrazioni d’acqua, umidità e agenti atmosferici, deteriorando quanto costruito e generando un danno economico che rischia di ricadere sull’intera collettività.

Ma ciò che rende questa vicenda ancora più grave e intollerabile è lo stato attuale dell’immobile, ormai trasformato in un vero e proprio ricovero di marginalità e illegalità. All’interno della struttura si è consolidata una presenza costante di soggetti dediti al consumo di sostanze stupefacenti, che hanno occupato gli spazi creando ambienti di fortuna per dormire e drogarsi.

Ci troviamo di fronte a scene di degrado estremo: materassi putridi, rifiuti di ogni genere, indumenti abbandonati, resti di cibo, materiali utilizzati per l’assunzione di droga, carta stagnola disseminata ovunque e condizioni igienico-sanitarie a dir poco vergognose.

Un contesto che non solo offende il decoro urbano, ma rappresenta un pericolo concreto per la salute e la sicurezza pubblica. Il tutto avviene a pochi metri da civili abitazioni, dove vivono famiglie e bambini costretti quotidianamente a convivere con questa realtà inquietante, tra paura, degrado e senso di abbandono da parte delle istituzioni.

È inaccettabile che interi nuclei familiari siano lasciati soli ad affrontare una situazione così grave. A rendere il quadro ancora più allarmante è la totale assenza di misure di sicurezza adeguate: la recinzione metallica che dovrebbe delimitare l’area è stata più volte forzata, creando varchi che consentono un accesso libero e incontrollato all’interno dell’edificio.

Una situazione che favorisce il perpetuarsi di occupazioni abusive e attività illecite, aggravando giorno dopo giorno lo stato dei luoghi. Di fronte a tutto questo, non possiamo più accettare silenzi o inerzie. Rivolgiamo un appello urgente e non più rinviabile al Sindaco Carlo Masci e all’Assessore all’edilizia scolastica affinché si assumano pienamente le proprie responsabilità.

È indispensabile intervenire immediatamente per riprendere e portare a termine i lavori di completamento della scuola, restituendo dignità a un’opera pubblica fondamentale per il territorio. Contestualmente, chiediamo una bonifica straordinaria dell’area e la messa in sicurezza dell’intero complesso, con la chiusura di ogni accesso e l’adozione di misure efficaci per impedire ulteriori intrusioni. Non si può più tollerare che un edificio pubblico venga utilizzato come rifugio per attività illegali e pericolose.

La cura delle periferie non può continuare ad essere relegata a tema secondario o, peggio, ignorata. Assistiamo ancora una volta a un lassismo amministrativo che condanna intere zone della città a essere considerate di serie C, abbandonate al degrado e prive di servizi adeguati. Questo atteggiamento è profondamente ingiusto e inaccettabile. Come rappresentanti dei cittadini, continueremo a denunciare, vigilare e incalzare l’amministrazione affinché si intervenga con atti concreti e immediati.

Non ci fermeremo finché questo luogo non sarà finalmente riqualificato e restituito alla collettività, trasformandosi da simbolo di degrado a esempio di rinascita per l’intero quartiere. La città di Pescara merita rispetto. Le periferie meritano dignità. I cittadini meritano risposte”, concludono Pettinari, Di Pillo e D’Andrea.

Paolo Durante: