Campotosto: uomo trovato morto nel lago

Il corpo senza vita di un uomo di 52 anni è stato ritrovato nel lago di Campotosto. Disposta l’autopsia. In corso indagini per fare luce sulla vicenda.

Sarà l’autopsia a chiarire le cause del decesso di  Vincenzo Scimia, 52 anni, ex agente di polizia penitenziaria, sposato e padre di due figli, trovato senza vita, nel lago di Campotosto, in provincia dell’Aquila. Sul decesso dell’uomo, residente nella frazione aquilana di Cansatessa, sono in corso indagini da parte dei militari del Comando della Compagnia dei Carabinieri dell’Aquila, guidato dal maggiore Luigi Balestra.

A lanciare l’allarme, secondo una prima ricostruzione, è stata la moglie che, non avendo sue notizie da diverse ore, ieri ha deciso deciso di cercarlo al lago di Campotosto poichè negli ultimi giorni il marito lo avrebbe nominato più volte.

Quando ha trovato la sua auto parcheggiata nelle vicinanze del ponte delle Stecche la donna ha deciso di chiedere aiuto alle forze dell’ordine e ai vigili del fuoco. A trovare il cadavere sono stati gli uomini dei carabinieri forestale, i quali, a bordo di un elicottero hanno sorvolato l’intera zona, e ,dopo aver notando una maglia bianca, con l’ausilio dei sommozzatori, hanno recuperato il corpo senza vita. La salma dell’uomo è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale “San Salvatore” dell’Aquila, dove verrà effettuata l’autopsia.

Mauro Nardella, segretario Uil della Polizia Penitenziaria afferma che “Dopo otto anni di battaglie legali, Scimia, grazie agli avvocati Antonello Carbonara e Danilo Iannarelli, era riuscito ad essere risarcito della somma di un milione di euro dal Ministero di Giustizia, ma è possibile che quel lungo calvario sanitario e psicologico lo abbia fiaccato nel corpo e nell’anima fino a portarlo alla tragica decisione di porre fine alla sua vita.

Sfuggono al momento i motivi, ma l’ipotesi più accreditata sembra quella di non essere riuscito a sopportare il calvario sanitario e giudiziario dopo aver contratto la legionella nel carcere di Preturo che lo aveva costretto anche a sottoporsi ad un intervento chirurgico al cuore. Poi la battaglia legale che dopo 8 anni sembrava avergli restituito una certa forza. Ma è probabilmente è stata solamente una momentanea illusione.Tuttavia Vincenzo, con molto probabilità, non ha ritenuto il riconoscimento economico sufficiente a restituirgli la giusta serenità”.

 

 

 

Gigliola Edmondo: