Il Movimento politico “Pettinari per l’Abruzzo” interviene nuovamente sulla grave emergenza sicurezza nel quadrilatero centrale a Pescara. Denunciati episodi di aggressioni, rapine e degrado assoluto. Domenico Pettinari evidenzia:«Una vasta area è in mano alla criminalità, il Sindaco ripristini subito il presidio di Polizia Locale»
Una situazione ormai fuori controllo, un «far west» urbano dove a farne le spese sono residenti, commercianti e cittadini onesti. È questo il drammatico quadro emerso, questa mattina, durante la conferenza stampa tenuta in Piazza Martiri Pennesi da Domenico Pettinari, Massimiliano Di Pillo e Giovanni D’Andrea, rispettivamente Presidente e Consiglieri comunali del Movimento Politico “Pettinari per l’Abruzzo”.
Al centro della denuncia vi è la grave emergenza sicurezza che sta soffocando il quadrilatero centrale di Pescara. Zone cruciali come Corso Vittorio Emanuele, la Stazione Centrale, via Quarto dei Mille, via De Amicis, piazza Martiri Pennesi, piazza Santa Caterina e il parcheggio del Bingo sono state definite dagli esponenti politici come una vera e propria «terra di nessuno in cui bande di delinquenti, spacciatori e rapinatori agirebbero indisturbati, lasciando dietro di sé una scia di paura, violenza e degrado».
Un bollettino di guerra tra aggressioni e sequestri
Domenico Pettinari al Tg8 ha elencato una serie di episodi recenti che hanno fatto esplodere la rabbia dei residenti. Si parla di commercianti brutalmente aggrediti e finiti in ospedale, e viene riportato il drammatico racconto di una madre il cui figlio è stato sequestrato per oltre 40 minuti e costretto, sotto minaccia, a prelevare denaro al bancomat per consegnarlo al suo rapinatore.
«Da anni conduciamo una battaglia di legalità in questa zona», dichiarano Pettinari, Di Pillo e D’Andrea. «Siamo stati i primi ad arrivare e a denunciare pubblicamente ciò che stava accadendo mentre altri facevano finta di non vedere. Oggi purtroppo i fatti ci stanno dando ragione».
La situazione descritta vede i negozianti costretti a chiudersi a chiave all’interno delle proprie attività per il timore di risse violentissime tra bande, che si affrontano in pieno giorno a colpi di bottiglie spaccate.
«A questo si aggiunge – spiega Domenico Pettinari – uno scenario di degrado igienico e sociale insostenibile, con segnalazioni di persone che espletano i propri bisogni fisiologici davanti ai portoni o in mezzo alla strada, fino a episodi di sesso all’aperto tra le auto del parcheggio del Bingo».
Il “giallo” del presidio scomparso dopo le elezioni
Il punto centrale della protesta politica riguarda la gestione della Polizia Locale. Per anni il Movimento politico “Pettinari per l’Abruzzo” ricorda di aver chiesto un presidio fisso con almeno due agenti dedicati al pattugliamento a piedi della zona. «Richiesta sempre respinta dall’Amministrazione comunale poiché considerata non possibile».
«Tuttavia – evidenzia Pettinari – a un mese dalle ultime elezioni comunali era improvvisamente comparsa una pattuglia fissa impegnata proprio in quella ronda. Un servizio che funzionava e faceva sentire i commercianti e i cittadini meno soli. Ma, terminate le elezioni, quel presidio è stato vergognosamente eliminato. Una scelta gravissima e incomprensibile che ha rigettato il quartiere in balia della criminalità».
Le richieste formali a Sindaco e Prefetto
Di fronte a questa emergenza, il Movimento politico “Pettinari per l’Abruzzo” ha annunciato una formale diffida nei confronti del sindaco Carlo Masci affinché venga ripristinato immediatamente il pattugliamento fisso a piedi nel quadrilatero centrale. Il caso verrà inoltre portato all’attenzione del Consiglio Comunale per chiedere al primo cittadino di assumersi la piena responsabilità politica della dismissione del presidio.
Parallelamente, è stato rivolto un appello urgente al prefetto, Luigi Carnevale, affinchè vengano predisposti servizi straordinari di controllo del territorio da parte delle Forze dell’Ordine nelle aree più colpite.
«Pescara non può essere abbandonata al degrado e alla violenza. I cittadini onesti hanno diritto alla sicurezza, alla legalità e alla libertà di vivere la propria città senza paura» conclude Domenico Pettinari.
