Covid: le province di Pescara e Chieti zone rosse da domenica

Un’ordinanza del presidente Marsilio mette in zona rossa, a partire da domenica, le province di Pescara e Chieti. I dati della pandemia non lasciano spazio a dubbi: “La variante inglese è micidiale”. Ordinanza e relative restrizioni dureranno 14 giorni. Nessuno stop agli screening di massa anche in zone rosse.

Troppi i casi registrati nel corso dell’intera settimana specie a Pescara. Il Presidente Marsilio ha, quindi, disposto che da domenica le due province di Pescara e Chieti diventino zona rossa con annesse disposizioni in materia di scuole, locali, spostamenti.

All’origine del provvedimento l’aumento dei contagi e le valutazioni del Gruppo tecnico scientifico regionale riunitosi stamani. Il Pescarese e il Chietino e, in particolare, l’area metropolitana, stanno facendo registrare un repentino incremento dei contagi. Si stima che nella zona il 50 per cento dei casi sia riconducibile alla variante inglese. Le nuove restrizioni entreranno in vigore da domenica 14 febbraio.

“Sentito il Ministero della Salute Marsilio ordina: l’applicazione con decorrenza dalla data del 14 febbraio 2021 e per i successivi 14 giorni, ovvero sino a diverso provvedimento, delle misure di cui all’art. 3 del DPCM del 14 gennaio 2021, su tutto il territorio delle province di Chieti e Pescara;  la proroga del termine delle misure contenute nelle OPGR n. 3 e 4/2021 per i Comuni di Atessa, San Giovanni Teatino e Tocco da Casauria fino all’entrata in vigore delle misure previste dal punto 1 della presente ordinanza; il divieto di stazionamento e assembramento nelle piazze, nei centri storici ed in prossimità degli esercizi commerciali su tutto il territorio regionale;  l’incremento delle attività di monitoraggio, tracciamento e testing su tutto il territorio regionale“.

Così il governatore Marsilio: “La forte diffusione delle varianti, in particolare quella cosiddetta ‘inglese’, sta provocando nelle province di Chieti e Pescara un forte aumento dei contagi, che ha già messo a dura prova il sistema ospedaliero e la capacità di tracciamento delle Asl. Proprio ieri, il Ministero della Salute ha diramato una nuova circolare che raccomanda l’adozione delle misure più restrittive per i territori colpiti dalle varianti in modo significativo. Si rende, quindi, necessario adottare le misure restrittive previste dall’art. 3 del DPCM vigente (“zona rossa”), non essendo sufficienti le misure previste dalla zona arancione che sta per decretare il ministro Speranza”. Ministro con il quale il Presidente Marsilio si è tenuto in costante contatto.

“Il Ministro avrebbe egli stesso previsto la zona rossa per Chieti e Pescara nell’Ordinanza che emanerà in giornata, d’intesa con la Regione, anche per semplificare e ridurre il numero dei provvedimenti. Tuttavia – come mi ha spiegato – la sua attuale limitazione all’ordinaria amministrazione degli affari correnti non gli consente di fare altro che applicare la normativa vigente, senza poter assumere altre decisioni. Per questo, ho provveduto personalmente ad emanare una mia Ordinanza presidenziale ‘sentito il Ministro’, con la stessa decorrenza e per la durata di 14 giorni. La variante inglese è micidiale, sta mettendo in ginocchio tutti i luoghi in cui è comparsa e si diffonde. Al confine con la provincia di Chieti, l’area di Termoli è già stata dichiarata zona rossa dal mio collega del Molise, altrettanto ha fatto la Presidente Tesei in quasi tutta la vicina Regione Umbria, alle prese con una situazione talmente pesante da aver dovuto chiedere un bando della Protezione civile per reperire medici e infermieri, ormai allo stremo. Richiamo e raccomando tutti alla massima attenzione: non ci sono zone ‘sicure’. Anche le province di L’Aquila e Teramo registrano valori di Rt superiori a 1 (e quindi compatibili con la zona arancione), in risalita rispetto alle ultime settimane.

Sale a 0,95 l’Rt nazionale dallo 0,84 della scorsa settimana. Il dato emerge dal monitoraggio Iss-Ministero Salute.

 

Barbara Orsini: