Masci: “Non ci siamo accorti di nulla…”

Carlo Masci, sindaco di Pescara, e la sua Giunta incontrano la stampa per fare chiarezza sull’inchiesta che ha sconvolto un settore strategico come quello dei Lavori Pubblici al Comune di Pescara. “Non ci siamo accorti di nulla…”

Masci ripercorre tutti i passaggi, dall’assunzione del Dirigente Fabrizio Trisi, in carcere a Chieti per un presunto giro di mazzette e droga, fino al suo rapporto di fiducia con lui, grazie al quale in questi anni sono state portate avanti importanti opere per la città. “Trisi è stato assunto con regolare procedura di selezione pubblica, in base all’ex Art. 110, per il suo curriculum e per le sue competenze. Al di là del suo temperamento, talvolta oltre le righe e sul quale è stato più volte ripreso”, Masci ha assicurato che né lui, né tantomeno la sua Giunta, si sono mai “accorti di nulla, a cominciare dal presunto giro di sostanze stupefacenti”, ed è stato lo stesso sindaco, venerdì scorso, alla vigilia delle dimissioni del dirigente, a chiedergli conto su voci che giravano in merito, ricevendo da Trisi “assolute rassicurazioni”. Per la questione degli appalti anomali, Masci ha ribadito che “non è compito della politica entrare nel merito delle assegnazioni, che riguardano atti gestionali di competenza dell’Amministrazione”. Intanto Trisi è stato sostituito da Giuliano Rossi, i due funzionari indagati sono stati allontanati, ed è stato istituito un comitato strategico per la riorganizzazione dell’attività amministrativa.

Momenti di tensione durante la conferenza stampa per il blitz dei consiglieri di opposizione che hanno consegnato un documento a Masci ricordandogli che già da ottobre lo avevano avvisato sugli strani movimenti di Trisi e del suo staff, ribadendo la richiesta di dimissioni:

“Come responsabile dell’Ente – ha detto Masci – non posso assolutamente abbandonare la barca, ma anzi devo provvedere alla sua salvaguardia e garantire la continuità amministrativa.”

INCHIESTA COMUNE, IL PD: “DIFESA DI MASCI SURREALE, DIMISSIONI UNICA STRADA”

“Dire ai pescaresi, come ha fatto oggi il sindaco Masci, che non si era accorto che il Settore Lavori Pubblici, al cui vertice aveva chiamato il suo uomo di fiducia, era fuori controllo equivale ad ammettere di non essere in grado di amministrare. Perché le opacità su appalti, affidamenti, procedure e rispetto delle norme sulla trasparenza erano pubbliche, denunciate pubblicamente in Consiglio Comunale e riportate decine di volte dalla stampa. Oggi sarebbe stata necessaria una operazione verità e non una cupa difesa dell’indifendibile”. Lo ribadiscono i consiglieri comunali del Partito Democratico Piero Giampietro, Stefania Catalano, Francesco Pagnanelli, Marco Presutti e Giovanni Di Iacovo, dopo la conferenza stampa con cui il sindaco ha annunciato di in dimettersi. “Invece è impensabile continuare ad amministrare avendo omesso per anni qualunque azione di contenimento e vigilanza del dirigente più vicino a lui ed al suo partito – continuano i consiglieri del Pd – e voler proseguire sapendo che tutto si fermerà vuol dire trascinare la città in una palude lunga un anno pur di provare a restare a galla. Avevamo sperato, ma non creduto che il Sindaco chiedesse scusa alla città per tutto quanto è accaduto e offrisse un contributo di chiarezza su quanto a sua conoscenza, non rispetto alle fattispecie penale, ma rispetto alla conduzione politica e amministrativa dello strategico settore dei lavori pubblici. Non solo è stata disattesa la nostra speranza, ma abbiamo subito la beffa di ascoltare l’inedito principio secondo il quale il Sindaco e la sua Giunta non potevano sapere. Meglio il commissario: le dimissioni del sindaco restano l’unica strada per il bene di Pescara”.

Il commento del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle a margine della conferenza stampa tenuta questa mattina dal Sindaco Masci sull’inchiesta “Tana delle tigri” che ha colpito il Comune

“Il Sindaco sapeva delle indagini da più di un anno e, in nome di un assoluto garantismo, ha dichiarato di aver deciso deliberatamente di non fare nulla, voltandosi dall’altra parte. Se non fosse arrivata la Procura a salvare la dignità etica e morale del nostro Comune, né Masci né nessuno della Giunta avrebbe pensato di alzare un dito, consentendo agli attuali indagati di continuare a gestire i 100 milioni di fondi pubblici PNRR. Un Sindaco incapace e dormiente, usa oggi il tema del “garantismo” per cercare di coprire maldestramente la propria incapacità a vigilare, a mettere in atto le giuste misure di controllo, a verificare la correttezza delle procedure, ad assicurarsi della condotta del suo uomo di fiducia. Uomo sul quale da tempo giravano voci e indiscrezioni che il Sindaco non può negare. E derubricare quelle segnalazioni a semplice “gossip” ha contribuito a scaraventare la città di Pescara nel malaffare”. Si legge in una nota del M5S.

L'autore

Carmine Perantuono
Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.