Covid: a Pescara la situazione peggiora nonostante la zona rossa

Covid Pescara: nonostante la zona rossa vada avanti ormai da 15 giorni, con tutte le scuole chiuse, continua a peggiorare la situazione nel territorio, dove la variante inglese è responsabile del 70% dei contagi da coronavirus.

In tilt ieri per l’ennesima giornata consecutiva, l’intera catena di gestione dell’emergenza, dal 118 al pronto soccorso, dove i pazienti, in attesa che si liberino posti letto nel Covid Hospital a Pescara, attendono anche due giorni nei locali trasformati in aree di degenza.

“L’impatto è ancora altissimo: nonostante sia ancora presto per dirlo, l’impressione è che la zona rossa non stia funzionando come dovrebbe”, afferma il referente regionale per le emergenze, Alberto Albani. L’esperto, direttore del Pronto soccorso di Pescara e a capo della task force regionale per l’emergenza coronavirus, sottolinea all’ANSA che “al momento non vediamo ancora risultati. Purtroppo – constata – non c’è un blocco vero della circolazione delle persone”. Difficile, secondo Albani, dire se con la circolazione diffusa della variante inglese le restrizioni previste dalla zona rossa siano inefficaci: “E’ possibile – sottolinea – ma bisogna anche capire cosa si intende per zona rossa, se quella vera, con un blocco della circolazione delle persone, o se si parla di una zona rossa solo sulla carta”.

Il direttore del Covid Hospital Giustino Parruti ha spiegato nella diretta social su Rete8 perché la zona rossa finora non ha funzionato, ma ha anche ipotizzato i futuri scenari di riduzione del contagio:

L'autore

Carmine Perantuono
Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.