Milan-Pescara: un’odissea l’acquisto dei biglieti

Egregio Direttore di Rete 8,

ho dovuto fare il pazzo, ebbene sì, ho dovuto fare il pazzo in banca, come mai prima d’ora m’era successo (per natura, educazione, pudore) per acquistare due biglietti.
LA VICENDA: Il prossimo weekend (parto domani) sarò a Milano per questioni che qui non interessano, la data coincide con l’esibizione del mio delfino, il volo di ritorno ce l’ho domenica sera, cerco la procedura per l’acquisto dei biglietti, settore ospiti, con TdT essendo abbonato al Pescara, e non essendo mai andato a San Siro. M’informo, il sito del Milan m’indirizza presso tutte le filiali d’Italia di Banca Intesa per l’acquisto, non essendo possibile un modo on-line alternativo, visto che solo i possessori della tessera “cuore rossonero” possono esercitare questa opzione. Poco male, vado in banca, mi sono detto.

E’ il pomeriggio di martedì 11 e, appena aperta, mi reco alla sede della Banca dell’Adriatico (s’è fusa con B. Intesa, ma nessuno lo scrive, bah!) prospiciente la stazione centrale, entro e chiedo quali siano i documenti da produrre (nella “repubblica delle carte” non si tratta di eccesso di cautela, ma oggettività) per acquistare i biglietti Milan-PE. La signora della consultazione ai privati mi sorride candidamente facendomi capire che il fatto è complesso, intanto mi chiede se ho un conto lì (che c’entra?) e alla mia risposta negativa controlla lo stesso se sono “censito” presso la sua banca (e due: che c’entra?), mi dice poi che devo per forza attivare la tessera cuore rossonero (che cosa ??? quala cuore ?? a chi ?? ah, poi, ad € 15,00 cadauna!!) altrimenti i colleghi della cassa non possono neanche accedere alla procedura d’acquisto. Chiede anche conferme a superiori ed esperti: è così.
Abbandono perplesso la mia postazione e rinuncio (s’è fatto tardi, dovrei anche lavorare), nel frattempo, la sera, via web, scopro che le cose stanno diversamente e mentalmente favoleggio (non tanto, visto il seguito) che la tizia abbia avuto indicazioni per favorire la proliferazione di queste tessere (ci guadagnano, ovviamente) verso chi, sprovveduto, accetta.

Mercoledì 12, pomeriggio: mi reco presso un’altra filiale quasi angolo via Ancona (e poi in quella di Via Chieti), e mi trovo sia all’una che all’altra un cartello all’ingresso con su scritto “a causa di riunione sindacale, potrebbero verificarsi disagi per la clientela”, che carini, dicono “potrebbero” senza rilevare che la banca è definitivamente chiusa e non si potrebbe comunque entrare. Ok, se ne parla domani.

Giovedì 13, mattina presto, oggi è la giornata dell’attacco definitivo, devo risolvere. Chi poteva dirmi che sarebbe stata una giornata a dir poco paradossale, felliniana? Mi reco alla sede vicino Via Ancona, 2 tessere e 2 documenti alla mano, pronto a confutare le loro cazzate, e la tizia alla cassa mi fa: guardi che qui abbiamo problemi con la stampa e non emettiamo biglietti, poi sono sola (e sti cazzi?), dovrebbe recarsi alla sede più grande di fronte alla stazione, lì li stampano sicuramente.
Le faccio notare cosa previsto nella nota del Milan, ma lei dice che non è così, senza motivare. Mi cominciano a girare i coglioni! Parto e ritorno nella sede fronte stazione, entro, evito chillì delle puttanate rossonere, prendo il numero, aspetto, quando mi chiamano mi seggo e faccio all’interlocutore: “voglio” due biglietti vicini, settore ospiti, terzo anello verde, stadio s.siro, giorno 16/12/2012, ore 15, ecco le tessere del tifoso, i documenti e i 18 euro, facile no?
La signora mi guarda …. quasi soddisfatta di quello che sta per dire, e mi fa: non è possibile far niente, la linea è interrotta, vede quei due?, stanno aspettando da tempo per lo stesso motivo (erano verdi di muffa in volto). Faccio io: ma da che dipende, vi siete informati, o siamo in attesa di una coincidenza astrale favorevole? Mi fa lei: ha presente quando se ne va la luce da casa?, ecco, la vicenda è simile, ci siamo informati, stanno lavorando per il ripristino. Torni più tardi. In effetti esco, seccato, e con questo magone irrisolto vado a lavorare sapendo di non poter utilizzare tutta la materia grigia a mia disposizione (evitiamo i commenti) perché in parte s’è già deteriorata per l’ira incipiente. Nind, dinga risolve.

Ore 12,20, torno lì, fronte stazione, cercando di mascherare la rabbia a me stesso … mi rassicuro … mi dico di non preoccuparmi … c’è di peggio nella vita … jamme ca mo si risolve, entro, prendo il numero, è il 107 e stanno all’85 … ‘nnaggia sanda!, per rilassarmi uso il giochino del cellulare (bubble shooter, quello che uso per distrarmi quando sto sul water, fatelo, funziona), fortunatamente una decina di numeri scorrono velocemente (macchine in doppia fila etc.), comincio a prepararmi mentalmente alla soluzione e già mi vedo tornare a casa con il bottino, quando di colpo il tizio che smista i clienti in sala fa: c’è qualcuno che deve fare i biglietti per milan-pe? Mi guardo intorno, tutti si guardano intorno e alzano l’F24 dell’IMU, assegni, bonifici etc. (come per dire noi abbiamo cose serie da fare, non le cazzate vostre), per i biglietti alziamo la mano solo in due, con fare interrogativo, e guardati con un certo stupore dalla gente, mentre il tizio ci avverte, serioso: i biglietti non so se ci sono, se volete aspettare ….. fate pure.
Ecco, questo è stato il momento della svolta, qui se n’è andata la persona civile ed è entrata la bestia, la furia. Lo blocco, avverto una vampata di calore perché sento fisicamente il sangue salire in verticale fino alla cima dei capelli irradiando di scosse elettriche anche la punta delle dita che cominciano a pulsare, la voce mi s’impasta e cresce d’intensità, gli dico alterato: mi scusi, cosa dovremmo fare secondo lei, il problema è vostro, voi dovete risolverlo, voi siete gli unici accreditati all’emissione. Lui fa: no, il problema è suo, i biglietti non ci sono, che ci posso fare, li trovi in altro modo. Io: non ci sono? uno stadio di 90.000 posti ha esaurito i biglietti per la curva ospiti che conterrà almeno 3 o 4000 persone?
Lui: faccia come vuole, aspetti e vedrà. Aspetto, con questa mannaia di sentenza, ormai pronto a tutto. I cassieri guardandomi sperano che il prossimo numero non sia il 107, e ogni volta tirano un sospiro di sollievo non vedendomi procedere, forse non ho propriamente un aspetto rassicurante. Sanno che la tragedia sta per succedere, l’avvertono. Torna il tizio della sala, lo avvicino e gli chiedo: Lei è il direttore della filiale? Lui fa: no (è lui, ma dice di no per evitarmi). Faccio io: ma si rende conto di quello che ha appena detto?, sono tre giorni che non riesco a fare questi cazzo di biglietti (ormai urlo, vomito tutto insieme a parole indicibili). M’interrompe, mi fa: che c’entra? anche se fossero quattro i giorni che vuole adesso? I biglietti non ci sono, che ci creda o no, e pure se fosse la procedura è complicatissima, non abbiamo tempo.
Incalzo: non è possibile che non abbiate la possibilità di stampare i biglietti, mi faccia vedere dal vivo la procedura per stamparli, sennò faccio un casino, chiamo i carabinieri, non mi muovo. Nel frattempo tocca al 107. Mi siedo e il tizio se ne va. Tutti si allontanano, sbigottiti per quello che sta succedendo. La funzionaria mi fa: non posso farci niente, non posso accontentarla. Feroce, urlando, le dico: io da qui non mi muovo, faccia quello che vuole, intanto chiamo i carabinieri. Compongo il 112 e lei compone il numero del direttore. Fa prima lei (le mie dita sono elettriche, sudate, instabili) e mi chiede di spostarmi nella postazione accanto dove arriverà un collega, che proverà con la procedura.
Aspetto. Dopo due minuti arriva un tizio che, con estrema calma (ormai sono il pazzo della situazione) mi chiede tessere e documenti, che porgo, entra nella procedura, mi chiede il settore, terzo anello verde, stampa i biglietti, pago, e me li da. Tempo: tre minuti. Attonito, mi rivolgo a lui svuotato nell’anima, con la raucedine, la gola irritata, e gli dico: lei ha assistito a tutta la sceneggiata, ma si rende conto in che cazzo di paese viviamo, era necessario questo teatrino per avere ciò che mi spetterebbe di diritto, in condizioni sociali “normali”, senza false informazioni e avendo a cuore le esigenze delle persone? Ma ce l’avete un po’ di vergogna?

E qui si conclude l’acquisto, condito da pura follia, perché in Italia se ormai non fai il pazzo, nessuno ti ascolta.
Perché ho raccontato la mia infausta vicenda? Intanto per rappresentarvi la pochezza umana, o meglio la zezzaria umana (i biglietti si potevano fare, senza se e senza ma, hanno solo mal digerito sto fatto di milan/banca intesa, punto, e facendo piccoli dispetti per evitare quest’incombenza e, pur essendo bancari “di Pescara”, evitando la possibilità d’acquisto ad un tifoso “del Pescara”), secondo per farvi capire di cosa sono capaci tutti, con un minimo di potere decisionale in mano. Impuniti, bastardi. Vi svergogno. Nelle banche poi (questa in particolare non credo mi vedrà ancora per i biglietti di un altro milan-pescara, se ricapiterà andrò al botteghino), è la regola. Ma vi immaginate questi zezzoni in che modo possano gestire i vostri soldi (se ne avete), le vostre esigenze, i vostri sacrifici?

Diverse cose mi suggeriscono questa vicenda: Intesa non mi avrà mai, neanche se volesse offrirsi di pagarmi il mutuo, mai, e poi, rispetto al mondo fatato degli abbienti di questo mondo, onore e rispetto per chi non solo abbiente non è, ma si sobbarca anche queste umiliazioni unicamente per essere lì, presente, a … vussare! Vi lascio con un forza Pescara sfiatato, sono logoro, devo recuperare la voce per usarla …. per bene.
Parto domani, buonanotte …. a tutti.
Stefano S. – Pescara

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