Strade Provinciali chiuse, disdette dei moto turisti

Strade provinciali chiuse, rinviato Moto Giro di primavera. I promotori confermano numerose disdette dei moto turisti. Un provvedimento che danneggia l’economia turistica della regione.

Un motoraduno disdetto per il prossimo weekend, un altro a luglio, altri motoraduni ai piedi del Gran Sasso e a Campotosto a rischio tra giugno e luglio, motociclisti che si guardano bene dal raggiungere Fonte Cerreto, Campo Imperatore, Campotosto, L’Aquila e l’Abruzzo interno nel suo complesso. Negli alberghi di mezza L’Aquila piovono disdette di prenotazioni prese da settimane perché non c’è certezza sulle strade transitabili. Il provvedimento con cui il dirigente della Provincia dell’Aquila Francesco Bonanni il 24 aprile scorso, poche ore prima dell’avvio lungo ponte festivo che si è protratto fino al primo maggio, ha chiuso alle due ruote (bici e moto) oltre 25 strade dissestate (tra cui la provinciale 80 di Campo Imperatore e la provinciale 11 Sirentina, la 106 Delle Capannelle e la provinciale 2 del Lago di Campotosto), tra le più frequentate e paesaggistiche, sta producendo i primi danni immediati al turismo locale, il turismo vivace e in grado di portare in Abruzzo persone da tutta l’Italia come quello prodotto dal mondo dei motociclisti.

Da Fonte Cerreto l’appello disperato degli operatori turistici, già costretti a gravi perdite economiche per la chiusura, durante l’inverno, degli impianti sciistici per i lavori di sostituzione della seggiovia delle Fontari. Una disfatta, dice l’albergatrice Ada Firodigigli, che si fa portavoce di tutti gli albergatori della zona. E mentre torna alla mente il deserto invernale, con il “mercatino di Natale” andato del tutto deserto con le sue casette di legno mai aperte nemmeno dai commercianti per la mancanza di visitatori e una spesa pubblica che non ha avuto il tornaconto sperato, adesso un nuovo deserto si annuncia per l’estate.

“E’ un’ennesima batosta alla vigilia di un ponte lungo e con il bel tempo – commenta Fiordigigli – si prevedeva la presenza di motociclisti e ci siamo ritrovati con le strade chiuse e di nuovo assenza di visitatori”.

Piovono disdette, con motociclisti che riunciano ai loro programmi. “Un esempio è una coppia di centauri tedeschi che hanno rinunciato a une delle loro notti qui perché non sapevano cosa avrebbero potuto fare”, aggiunge l’albergatrice. E poi ci sono loro, i temerari del motoclub Guzzi provenienti dal Nord Italia: Verona, Genova, Brescia e Monza per raggiungere il motoraduno Guzzi di Rieti, dove nel weekend che si avvicina si terrà una manifestazione di beneficenza per raccogliere denaro e poter costruire una biblioteca ad Amatrice, colpita a morte dal terremoto del 2016. Perché loro, i centauri, sono così: apparentemente duri e indifferenti alle sorti del mondo, ma in realtà con un cuore grande e solidale. Ma prima di arrivare a destinazione, una sosta nell’entroterra abruzzese, dove sono venuti già innumerevoli volte e non ci rinuncerebbero per tutte le ordinanze di chiusura del mondo:

“Siamo diretti verso l’Altipiano – dice un centauro che ha l’aria di averne viste passare tante di strade sotto le gomme della sua moto – poi andremo a Rieti, e chi se ne importa se la Provincia ha chiuso le strade, noi passiamo lo stesso”.

E come biasimarli, se – come spiega il centauro capo – la direzione del gruppo è quella della Rocca di Calascio? L’appello degli albergatori di Fonte Cerreto è alle classi dirigenti e alle amministrazioni locali, assenti, lontani, incapaci di concertare iniziative di rilancio e “nemmeno in grado di riuscire a farsi carico della gestione dell’Osservatorio astronomico di Campo Imperatore”, che resta senza gestione da mesi e che, probabilmente, verrà affidato all’università di Teramo.

Una classe politica “che non ha la minima idea di cosa voglia dire fare turismo, che dev’essere progettato e condiviso per tempo”, e il turismo diventa una parola chiave da usare solo a uno scopo: ottenere un’efficiente campagna elettorale. E cosa possono fare gli operatori, spesso additati come lamentosi, passivi, inerti di fronte ai problemi?

“Se stanno chiusi gli impianti, unica fonte di lavoro d’inverno, se vengono precluse le strade anche quando si avvicina la bella stagione, che cosa possiamo fare noi? E’ impossibile tenere aperte le strutture in queste condizioni. Occorre veramente creare un tavolo di lavoro e che queste persone che fanno le ordinanze si mettano in ascolto e invertano loro la rotta. Noi già ce la stiamo mettendo tutta”.

A rincarare la dose chiedendo le dimissioni del presidente della Provincia Angelo Caruso e “il trasferimento immediato del dirigente che ha firmato il provvedimento Francesco Bonanni“, è il presidente del motoclub Motociclisti aquilani Massimiliano Mari Fiamma.

“Credo che il presidente Caruso si sia reso conto del grave danno che con il provvedimento di chiusura è stato provocato. Ma in politica quando si fa un errore nessuno chiede scusa e torna sui suoi passi, per cui si sono inventati la ‘cartellonistica di salvaguardia’, come se un motociclista si potesse salvare leggendo un cartello: i motociclisti li salvi guardando per terra, vedendo le buche e andando a velocità contenuta. Unico appello è il ritiro immediato di questo scriteriato provvedimento (da chiudere quando si faranno i lavori come si fa sempre), altrimenti le dimissioni immediate del presidente Caruso, dato il danno ingente arrecato alle terre raggiunte dal provvedimento di chiusura delle strade”.

Intanto è stato rinviato il decimo Motogiro di Primavera, previsto per domenica 6 maggio, che avrebbe portato all’Aquila 100 centauri. “Il nostro motoclub aveva in programma il Motogiro di Primavera ma siamo stati costretti a rinviarlo nella speranza che cambi la situazione prima di decidere di dirottarlo nel Lazio”, dice Mari Fiamma.

C’erano oltre 100 preiscrizioni alla decima edizione del Moto Giro di Primavera in programma domenica 6 maggio, ma i Motociclisti Aquilani sono stati costretti “a rinviarlo, nella speranza che cambi la situazione prima di decidere di dirottarlo nel Lazio”, viste le disdette pervenute ad alberghi e ristoranti da gruppi provenienti da tutta Europa. Lo scrive in una nota il presidente del moto club Mari Fiamma.

“L’assurda decisione della Provincia dell’Aquila di chiudere ai mezzi a due ruote 25 strade con l’alibi della sicurezza continua a creare danni economici ingenti e disagi fortissimi. Il presidente Caruso e il dirigente Bonanni continuano a inventare scuse al limite dell’improbabile. Il danno economico è già incalcolabile. L’Abruzzo è già stato escluso dalla maggior parte dei tour nazionali ed europei”. Quello che “viene a galla – scrive il motoclub – è che avere stanziato 18 milioni per il rifacimento stradale non comporta l’immediato avvio dei cantieri”. “Le chiusure tempestive e contemporanee che hanno causato tanti danni nella peggiore settimana possibile – prosegue la nota di Mari Fiamma – adesso vengono imputate non ai lavori, ma alla sola apposizione di cartellonistica che non serve a rendere i percorsi più sicuri, ma a salvaguardare il dirigente Bonanni da eventuali responsabilità in caso di incidenti. Il presidente del motoclub sottolinea nella nota che “gli irresponsabili estensori e sottoscrittori del provvedimento sono sordi a qualsiasi protesta e si sottraggono al confronto”. “Torniamo a chiedere quindi – conclude Mari Fiamma – l’immediato ritiro del provvedimento e la riapertura delle strade, valutando poi l’eventuale azione risarcitoria nei confronti dei citati individuati come responsabili del procedimento”.

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