Gasdotto SNAM, la Regione fa muro per il NO

Gasdotto SNAM, la Regione fa muro per il NO. D’Alfonso: “Vinceremo come su Ombrina”

“Ripercorro la strada che ho già seguito per quanto riguarda il no al progetto petrolifero Ombrina di ferro, operando sia sul fronte del Tar che dal punto di vista politico e istituzionale”. Così il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, ha spiegato le prossime mosse dell’amministrazione regionale, per impedire la realizzazione della Centrale di compressione gas che la Snam intende realizzare a Sulmona  e che ha ottenuto il parere favorevole del Consiglio dei Ministri. D’Alfonso afferma di avere “argomenti resistenti per fare cambiare idea” al Governo. “La centrale Snam non si può fare per tutti gli elementi riguardanti la fragilità idrogeologica, anche dal punto di vista sismico – dice D’Alfonso -. Poi c’è un regime del suolo, giuridicamente parlando, che non consentirà l’occupazione di quei sedimi circa la realizzazione della rete”. Lo scorso 23 dicembre il sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, si è dimesso per protesta, annunciando per domani la riconsegna della fascia tricolore a Palazzo Chigi al premier Paolo Gentiloni.

LE DICHIARAZIONI DI D’ALFONSO

 

LOLLI: BATTAGLIA SI GIOCA SUL PIANO GIURIDICO – “La battaglia sulla centrale Snam si gioca tutta sul campo giuridico, con il ricorso al Tar e anche alla Corte dei Conti. E’ una battaglia che combatteremo fino in fondo”. Lo ha dichiarato il vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, ospite a Sulmona per l’inaugurazione della piazza intitolata al professore Carlo Autiero, politico locale e consigliere comunale per 30 anni del Partito di Togliatti e Berlinguer. Davanti al Consiglio dei Ministri Lolli ha ribadito che Sulmona è zona ad elevato rischio sismico, come confermato anche dagli esperti della commissione Grandi Rischi. Inoltre Sulmona sorge al centro di un sistema di parchi e riserve regionali e nazionali. “Basterebbero queste ragioni per fermare centrale e gasdotto – ha sottolineato Lolli – ma finora non c’è stato verso, tutti i governi che si sono succeduti e anche il governo regionale, non l’attuale, si sono pronunciati a favore della centrale Snam e del gasdotto, per ragioni economiche legate anche alla vendita del gas”. Per Lolli adesso è il momento quindi di ricorrere alle armi giuridiche. Oltre al ricorso al Tar, bisognerà considerare che i terreni sui quali è previsto il passaggio del gasdotto sono vincolati dall’uso civico. “Davanti all’uso civico cade l’interesse nazionale strategico invocato dal Consiglio dei Ministri, a proposito della centrale e quindi la realizzazione del metanodotto potrebbe essere contrastata”, ha spiegato Lolli. “Ma costruire una centrale senza metanodotto comporterebbe uno spreco di denaro pubblico progettando un’opera irrealizzabile perché su terreni vincolati da uso civico e questo porterebbe dritto ad un ricorso anche alla Corte dei Conti”. “Le manifestazioni sono importanti, sollevano attenzione costante sul problema ma la vera partita si gioca sul piano giuridico” ha concluso il vice presidente della Regione, ricordando anche che questioni politiche in questo caso non devono entrarci. Questa mattina lo stesso Lolli ha incontrato il sindaco Annamaria Casini, proprio per valutare e condividere le strategie da mettere in atto in vista dell’incontro che i sindaci del territorio avranno a Palazzo Chigi con il Capo del Governo Paolo Gentiloni, proprio sulla centrale di compressione Snam e sul metanodotto Brindisi – Manerbio.

L'autore

Carmine Perantuono
Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.

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