Malasanità Capistrello, vedova risarcita dopo 52 anni

corsia ospedale

Un caso di malasanità che arriva da Capistrello, la vedova è stata risarcita dopo 52 anni dalla morte del marito. A pagare sarà il Ministero della Salute, secondo quanto disposto dal Tribunale di Avezzano.

 

Un caso che non solo farà discutere, ma che rischia anche di fare giurisprudenza: una donna, il cui consorte morì per in seguito ad una trasfusione di sangue infetto, ha ottenuto un risarcimento nonostante il lungo tempo trascorso dal decesso. L’indennità che il Ministero della Salute dovrà corrispondere agli eredi dell’uomo ammonta a 72.500. Il decesso era avvenuto in seguito al sangue infetto ricevuto in ospedale nel 1964, dopo un intervento chirurgico. La sacca di sangue causò l’epatite B, successivamente la patologia epatica si aggravò e l’uomo morì in seguito ad un carcinoma epatico. La moglie si rivolse all’avvocato, Cristian Carpineta, solo nel 1992, quando i termini del ricorso avrebbero potuto ritenersi scaduti, in quanto dopo dieci anni sarebbe intervenuta la prescrizione. Tuttavia l’esito è stato positivo, grazie al fatto che in questi casi a fare fede non è la data in cui si è ricevuta la trasfusione, ma il giorno in cui se ne viene a conoscenza. Senza contare che la donna è analfabeta, e al tempo dei fatti le figlie erano ancora piccole, per cui per la legge non aveva potuto prendere visione di alcune comunicazioni.

 

 

L'autore

Marina Moretti
Nata a Pescara, dopo la maturità classica ha svolto diversi lavori in ambito culturale, artistico e teatrale per poi dedicarsi completamente al giornalismo, sia giornali che radio e tv. Giornalista pubblicista dal 1996, è professionista dal 2010. Come redattore di Rete8, dal 2001, si occupa di diversi settori, con particolare interesse per quello culturale. Ha da poco aperto un blog di fotografie skybycarphotos.

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