L’armatore Mimmo Grosso: “Chiudere porto Pescara perché impraticabile!” Oggi vertice in Prefettura

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“Bisogna chiudere il porto di Pescara perché impraticabile e pericoloso per i pescherecci e per l’incolumità dei marittimi”, lo chiede a gran voce l’armatore Mimmo Grosso.

“Il porto è impraticabile, domenica notte per uscire dalla canalina, le barche più grandi hanno rischiato di incagliarsi a causa dei bassi fondali, qui si rischia la tragedia”. E’ l’armatore Mimmo Grosso a tornare a parlare del porto di Pescara insabbiato e dei bassi fondali che mettono a dura prova le imbarcazioni più grandi ma, a quanto sembra, anche quelle medie. Molti pescherecci non sono rientrati al porto di Pescara ma hanno scelto Ortona. Grosso taglia corto: “O si fa sul serio, basta con le parole, o bisogna chiudere il porto perché è diventato impraticabile.” I pescherecci più grandi che hanno pescato da domenica tre giorni e notti di fila, proveranno oggi a rientrare a Pescara.

“Anche perché – spiega ancora Grosso – ai nostri pescherecci, a Ortona, è stata riservata una banchina in cui è rischioso persino fare operazioni commerciali”, oltre ai posti che sono pochi. Insomma, una vicenda che sa di paradossale per una città che dal fiume prende il nome. “Il taglio della diga foranea – dicono alcuni pescatori – senza lavori paralleli, crea ancora più problemi”. Grosso spiega che si farà il punto con pescatori e armatori di Pescara per decidere il da farsi perché sono anni che la situazione non trova sbocco, tanto per restare in tema “marinaro”.

Gli armatori hanno riferito che è stato presentato un esposto in Procura e oggi, a mezzogiorno, ci sarà un vertice in Prefettura tra le parti interessate.

Nonostante ci siano state garanzie da parte del Comandante della Direzione Marittima e dei rappresentanti della Regione Abruzzo, i pescatori dicono di non poter più attendere: ne va della loro incolumità. Per questo Mimmo Grosso, armatore pescatore di lunga esperienza, chiede al Comandante Donato De Carolis di chiudere il porto perché diventato impraticabile.

Intanto, notizia di ieri, il presidente vicario della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, ha scritto al ministro Danilo Toninelli per sollecitare l’intervento del Governo sullo svuotamento della vasca di colmata. Per tamponare l’emergenza, Enzo Del Vecchio, dell’ufficio di presidenza della giunta regionale, delegato al porto, ha riferito alla collega Marina Moretti che si sta pensando all’intervento di una “soffiante”, già richiesta a San Benedetto. Si tratta di un tipo di imbarcazione che, anziché asportare i cumuli di sabbia che riducono il pescaggio delle barche, li soffia via spargendoli in giro.

Lunedì, il comandante della Direzione Marittima Abruzzo e Molise, Donato De Carolis, aveva ricevuto i rappresentanti dei pescatori e il delegato regionale Enzo Del Vecchio.

“I pescatori hanno le loro ragioni, – ha detto De Carolis – occorre un dragaggio di emergenza e bisognerebbe anche svuotare al più presto la vasca di colmata, in modo da potervi sistemare le nuove sabbie, una volta prelevate all’ingresso del canale. Al momento la situazione è stata aggravata sia dal maltempo che dal fatto che i lavori per il nuovo porto non sono ancora terminati: è come lasciare aperte tutte le finestre di casa, da qualche parte lapolvere (le sabbie provenienti dal fiume) si accumula”.

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