Vento a Pescara: albero sradicato cade su auto, ferita una donna

A causa del vento fortissimo a Pescara un albero è caduto su un’automobile parcheggiata e con a bordo una donna, rimasta gravemente ferita.

Ancora danni a causa del maltempo a Pescara: oggi in via Avezzano, nei pressi della Prefettura, un grosso tronco staccatosi da un pioppo a causa del forte vento è caduto su una vettura parcheggiata in strada. Una donna, che si trovava a bordo dell’auto, è rimasta gravemente ferita ed è stata subito trasportata in ospedale, dove è stata sottoposta a intervento chirurgico. La vittima, che ha 49 anni, è stata colpita dal grosso fusto staccatosi dal terreno ed entrato in parte nell’abitacolo. Anche un’altra vettura parcheggiata in strada è rimasta danneggiata; via Avezzano è stata chiusa al traffico per ulteriori verifiche sugli alberi. Tra i traumi riportati dalla donna, soccorsa dal 118, figura la frattura esposta del femore. La signora è ricoverata nel reparto di Ortopedia, la prognosi è di 40 giorni. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco e la Polizia Municipale. In queste ore i Vigili del fuoco stanno compiendo diversi interventi per emergenze collegate al forte vento.

Sul tema della manutenzione del verde e della sicurezza degli alberi è intervenuto anche il vicesindaco di Pescara Antonio Blasioli. Nella nota stampa inviata alle redazioni Blasioli accenna anche alla lunga querelle tra il Comune di Pescara e le associazioni ambientaliste e i comitati spontanei di cittadini che si protestarono contro l’abbattimento di diversi esemplari pianificato dal Comune. In seguito alla vicenda vennero poi salvati alcuni alberi in precedenza condannati.

“A fronte delle raffiche di vento, a tratti molto intense, che hanno interessato un po’ tutta la penisola e anche la città di Pescara e che hanno determinato la caduta di numerosi rami e alberi, anche di piccola grandezza, in vie e parchi cittadini abbiamo attivato subito tutte le verifiche attraverso l’Ufficio Verde del Comune per capire situazioni e cause delle rotture. Nel mese di settembre il servizio aveva reso ufficiale, attraverso una indagine esplorativa volta ad individuare un operatore che verificasse il rischio su 1.075 alberi della città, l’elenco di quelli interessati dalla cosiddetta Vta (Visual tree assestment), tra cui rientra anche il pioppo di via Avezzano. Quel pioppo, come gli altri dello stesso filare, nel recente passato sono stati oggetto a più riprese della riduzione della chioma, per una progressiva eliminazione dei pericoli derivanti da patogeni fungini, localizzati in porzioni della chioma. Andremo sicuramente a trovare la signora ferita per testimoniarle la vicinanza e l’attenzione da parte del Comune per quanto le è accaduto, in questa giornata che ha visto i nostri operai, Vigili del Fuoco e Polizia Municipale occupati su più fronti per via del vento. L’albero di via Avezzano, come detto, non è stato l’unico intervento odierno, in queste ore abbiamo avuto criticità anche in via Pepe, via Aterno, via Fiume Verde, via di Sotto, via Monte di Campli, via Muzii, via Monte di Campli, via Colle Scorrano, viale della Riviera, via Rio Sparto e altre zone della città, tanto che abbiamo deciso di chiudere i cimiteri per la giornata di oggi proprio per evitare ogni tipo di rischio, vista la persistenza del vento. Quando noi per primi abbiamo invocato la necessità di indagare su salute e stabilità dei nostri alberi, come nessuno aveva sentito l’esigenza prima, siamo diventati un caso nazionale a causa della protesta scatenata dalle associazioni ambientaliste non appena la manutenzione straordinaria e i tagli degli alberi pericolosi sono iniziati, una protesta che sull’onda lunga della strumentalizzazione ha voluto disegnarci come incompetenti tagliatori di alberi sani e non come amministrazione impegnata nella valutazione di un rischio che prima di noi nessuno aveva adeguatamente valutato, ma che esiste e i fatti di questa mattina, insieme alle perdite di diversi esemplari col maltempo dei giorni scorsi, lo dimostrano. Un rischio con cui è certo necessario convivere, senza psicosi, ma che va preventivato, affrontato e monitorato con fermezza, perché nessuno debba sentirsi in pericolo in città, specie se gli alberi si trovano in ambienti densamente antropizzati come il nostro, come abbiamo iniziato e continueremo a fare noi, che siamo anche gli unici ad aver ripiantato il doppio degli alberi rimossi e ad aver sollecitato altre piantumazioni di cui presto diremo, stavolta però nel silenzio assordante dei paladini del verde pubblico”.

 

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