Francavilla, coniugi intossicati dallo stramonio

Ignari di cosa stessero cucinando hanno ingerito le foglie di una pianta raccolta qualche ora prima salvo, poi, finire in ospedale intossicati. Protagonista una coppia di Francavilla: era stramonio.

Non è un caso che venga definita l’erba del diavolo o la pianta delle streghe: parliamo dello stramonio, pianta altamente velenosa per il suo contenuto di alcaloidi tossici che variano in concentrazione ed in tossicità nelle diverse parti della pianta e nelle diverse stagioni nonché da esemplare a esemplare. Brutta disavventura per una coppia di Francavilla finita in ospedale a Chieti col referto medico di intossicazione da erba velenosa: ignari di cosa stessero cucinando hanno ingerito le foglie di una pianta raccolta qualche ora prima scambiandola per fiori di zucca laddove si trattava di stramonio. In Italia è presente in quasi tutte le regioni, cresce nei campi, sui ruderi, lungo le strade, sugli arenili marini fino alla zona submontana e fiorisce da Luglio a Ottobre. I nomi “erba del diavolo” ed “erba delle streghe” si riferiscono alle sue proprietà narcotiche, sedative ed allucinogene, utilizzate sia a scopo terapeutico che nei rituali magico-spirituali dagli sciamani di molte tribù indiane e, in passato, anche dai druidi e dalle streghe europee. La donna è stata già dimessa, mentre il marito ne avrà per qualche altro giorno.

L'autore

Barbara Orsini
Laureata con lode in Scienze Politiche con una tesi pubblicata presso l’IILA di Roma, inizia subito l’avventura giornalistica collaborando con “Il Tempo” e con TVQ. Dal 2002 lavora per Rete8 dove si occupa di cronaca, politica, terza pagina, economia-sindacale e dove ha condotto la rubrica “Allo Specchio”. Ama leggere, viaggiare e declinare tendenze in tutte le sfaccettature.

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