Chieti, anno nuovo vita vecchia alla Casa di riposo

Chieti, anno nuovo vita vecchia alla ex Ipab. Il mancato pagamento delle fatture ai fornitori di alimenti freschi non comporta un vitto forzatamente  vegano per gli anziani ospiti; piuttosto si fa la spesa sotto casa attingendo ai fondi di cassa.

Che i fornitori non pagati non avessero alcuna intenzione di assicurare comunque alimenti freschi come carne e pesce era già noto. Tali e tanti sono i crediti a sua volta non incassati dalla Casa di riposo che pagare i debiti con gli altri di fatto risulta impresa improba. Meglio allora aspettare con pazienza i soldi che devono arrivare dal pubblico, Comuni, Asl, Regione, – qualcosa come 3 milioni di euro – e comprare la merce dal privato, tipo macelleria sotto casa. Ma allora, qual è la novità? Zero. “Nessuna nuova buona nuova” recita il proverbio, eppure in questo caso l’assenza di notizie equivale al perdurare di uno stato di cose che non fa bene a nessuno. Agli istituti di assistenza riuniti San Giovanni Battista nulla cambia, né per i circa 90 lavoratori né per i 120 ospiti: i primi fanno i conti con il ritardo degli stipendi, i secondi avranno comunque un piatto caldo assicurato e nutriente. Purtroppo, al momento, nulla cambia anche per le fatture arretrate: i fornitori della “Azienda pubblica di servizi alla persona” aspetteranno ancora il saldo. Uno stato di cose che ha spinto le rsu a rivolgere un ironico “grazie” alla politica, frecciata rivolta soprattutto al Comune di Chieti, ma non solo.

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L'autore

Marina Moretti
Nata a Pescara, dopo la maturità classica ha svolto diversi lavori in ambito culturale, artistico e teatrale per poi dedicarsi completamente al giornalismo, sia giornali che radio e tv. Giornalista pubblicista dal 1996, è professionista dal 2010. Come redattore di Rete8, dal 2001, si occupa di diversi settori, con particolare interesse per quello culturale. Ha da poco aperto un blog di fotografie skybycarphotos.

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