Beppe Grillo: “Gli abruzzesi ci ridiano 700 mila euro”

Beppe Grillo a Bologna: “Il popolo abruzzese ci dia indietro 700 mila euro che abbiamo elargito”.

“Io accetto tutto, che il popolo abruzzese abbia deciso e ha fatto benissimo. Chiedo solo una cosa, ufficialmente: che ci diano indietro i 700 Mila euro che gli abbiamo dato l’anno scorso, le 4 ambulanze e gli spazzaneve a turbina…”. A dirlo -riferisce L’ANSA- è stato Beppe Grillo, durante un passaggio del suo spettacolo a Bologna, facendo riferimento ai fondi del Masterplan Abruzzo. “Sull’Abruzzo quello che sto prendendo adesso è il maalox, con la vaselina, insieme…”, ha detto Grillo.

NDR- La frase, riportata dall’Ansa, è stata successivamente rettificata dalla stessa Agenzia, secondo cui “Grillo ha parlato di 700mila e non 700 milioni di euro”.

“Beppe Grillo, dopo l’esito delle elezioni regionali, chiede indietro i 700 mila euro “donati” all’Abruzzo dal M5S (con la restituzione di parte degli stipendi dei consiglieri regionali, ndr). Beppe, capisco che vi state facendo prendere la mano dall’analisi costi-benefici, ma questo si chiama voto di scambio”.

Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

“Era uno spettacolo comico in cui ha detto una cosa provocatoria, per far ridere, ma qui ormai ci si attacca ad ogni cosa”.

Così all’ANSA a proposito delle parole di Beppe Grillo, Sara Marcozzi (M5s) che parla di “polemiche stupide” ed esclude la possibilità che i pentastellati possano mai richiedere indietro le ambulanze.

“La scarsità di argomentazioni dei senatori Nazario Pagano (Fi) e Stefania Pezzopane (Pd) e del deputato Fabio Rampelli (FdI) – dice il M5s Abruzzo – fanno ridere più delle battute di Beppe Grillo pronunciate durante il suo ultimo spettacolo comico in teatro. Quella di Grillo era ovviamente una battuta comica, può piacere o no, ma era una battuta. Nessuno ha chiesto o chiederà mai indietro alcunché. Noi siamo fieri di aver rispettato la parola data agli abruzzesi. Con i 720mila euro a cui abbiamo rinunciato abbiamo finanziato 108 imprese con il nostro Microcredito, donato 4 ambulanze alle 4 Asl e donato una turbina spalaneve alla protezione civile per porre, per quanto potevamo, rimedio agli anni di malgoverno di cdx e csx”. “Ora – concludono i pentastellati abruzzesi su Facebook – dal momento che anche gli stipendi da senatori di Pagano, Pezzopane e Rampelli traggono origine da denari pubblici, ci aspettiamo dagli stessi un gesto di coerenza con le parole pronunciate: donino agli abruzzesi 150mila euro a testa come ha fatto ognuno dei consiglieri regionali del M5S”.

L'autore

Carmine Perantuono
Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.

5 Commenti su "Beppe Grillo: “Gli abruzzesi ci ridiano 700 mila euro”"

  1. Prolassi verbali saranno quelli di Salvini che tra l’altro non ha neanche l’attenuante di essere un comico !!

  2. Penso che gli Abruzzesi dopo il terremoto non abbiano ancora capito da che parte stare..visto che Berlusconi oltre alla dentiera promessa alla vecchietta non ha fatto niente insieme a RENZI che non se li è proprio filati ..ancora stanno nelle baracche..e penso che ci dovranno stare ancora per lungo tempo ..visto che chi li poteva salvare non è stato manco preso in considerazione..a voi il cambiamento non vi interessa ..saluti a tutti gli Abruzzesi…auguri

  3. Andrea Monti | 13/02/2019 di 10:39 | Rispondi

    Signor Direttore,
    Qualche giorno fa il senatore 5Stelle Paragone ha definito “marginale” il voto abruzzese – e dunque “marginali” gli elettori – e ora questa uscita di Beppe Grillo rincara la dose.
    Al di la di “sdegni da social network” che durano lo spazio di qualche secondo, trovo questo comportamento del Movimento 5 Stelle non solo gratuitamente offensivo, ma soprattutto rivelatore del modo in cui costoro intendono il rapporto con la politica e gli elettori. Che vanno “lisciati” quando votano per loro, e insultati quando fanno scelte diverse. Magari anche altre forze politiche fanno lo stesso, ma almeno hanno il buongusto di non “uscire” in pubblico.
    Quelle di Paragone e Grillo (peraltro, non smentite o rettificate dal Movimento5Stelle) saranno anche “battute”, o “uscite estemporanee” ma questi prolassi verbali sono anche un indice preoccupante e pericoloso della quailità politica di queste persone.
    Ovviamente, “raglio d’asino non sale al cielo” e l’inerzia storica e antropologica dell’abruzzese non provocherà uno scatto di orgoglio nei confronti di chi ci tratta come i “cafoni” di Siloniana memoria.
    Nessuno ha chiesto conto a costoro, e ai loro rappresentanti locali, conto di queste uscite. E allora mi viene, tristemente, da concluderre che forse hanno ragione Paragone e Grillo: siamo dei marginali, un gregge da governare con qualche strillo, dal quale farsi restituire le cose quando non si comportano “come si deve”.
    Andrea Monti, avvocato del foro di Pescara

  4. Domenico Trozzi | 13/02/2019 di 10:02 | Rispondi

    E’ la solita storia ,stare all’opposizione ,criticare tuttob e btutti è facile gestire è un’altra cosa ci vuole preparazione politica e non inprovvisazione ,e gli abbruzzesi sono molto attenti su questo

  5. peggio di così non poteva essere – non è arrivato al fondo del barile ma direttamente nella fogna

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