Grande attenzione al Circolo Tennis Francavilla al Mare per la presenza dell’argentino Federico Delbonis, ex protagonista del circuito ATP (best ranking al n.33) e oggi impegnato nella nuova veste di allenatore del connazionale Facundo Díaz Acosta, tra i protagonisti del Challenger abruzzese
L’ex tennista argentino, amatissimo anche dal pubblico italiano per le tante sfide disputate nel nostro Paese e per il ruolo decisivo nella conquista della Coppa Davis 2016 da parte dell’Argentina, ha raccontato le sue prime sensazioni in questa nuova esperienza professionale.
“Questa è la prima settimana di lavoro con Facundo – ha spiegato Delbonis – e sono molto felice di avere questa opportunità. È un grande giocatore, che è già riuscito a raggiungere livelli importanti nel ranking mondiale. Il nostro obiettivo è quello di ritrovare continuità e riportarlo presto ai livelli più alti del tennis internazionale”.
A richiamare l’attenzione degli appassionati e degli addetti ai lavori è stata soprattutto la presenza dell’ex campione argentino, che nel corso dell’intervista ha ricordato anche il forte legame con l’Italia e con il pubblico azzurro. Impossibile non tornare con la memoria alla storica sfida di Coppa Davis disputata a Pesaro nel 2016 contro Andrea Seppi e Fabio Fognini, match che spalancò all’Argentina le porte della semifinale, prima del trionfo finale nella competizione.
“Mi sento sempre molto bene in Italia – ha dichiarato Delbonis –. Ho sempre ricevuto grande affetto e qui mi sento quasi a casa”.
Nel corso dell’incontro con la stampa, Delbonis ha parlato anche della sua amicizia con Juan Martín del Potro, simbolo del tennis argentino degli ultimi anni: “Con Juan Martín abbiamo un rapporto molto stretto. Ci sentiamo spesso, anche se oggi ha tantissimi impegni”. Parole positive anche per l’organizzazione del torneo di Francavilla al Mare, unico Challenger internazionale ospitato in Abruzzo.
“È un torneo molto familiare e ben organizzato, con margini di crescita importanti. Manifestazioni di questo tipo sono fondamentali perché permettono ai giocatori di competere e crescere. Servono tornei ATP, Challenger, ITF e junior: tutto questo aiuta lo sviluppo del movimento”.
Infine, Delbonis ha dedicato un passaggio al momento straordinario vissuto dal tennis italiano, sottolineando la profondità del movimento azzurro oltre ai grandi nomi del circuito maggiore.
“L’Italia oggi ha giocatori competitivi nei top 20, top 50, top 100 e anche oltre. La vera forza del vostro tennis è la quantità di giocatori presenti ad alto livello. Questo dimostra l’ottimo lavoro che state facendo”.